Sicurezza
Sul caso Ikea retromarcia solo a metà dell’Europa
PISA «Non c'è un desiderio particolare di isolare una Regione come particolarmente problematica». Lo ha detto ieri la portavoce della Commissione europea, Pia Ahrenkilde, commentando le dichiarazioni
PISA
«Non c'è un desiderio particolare di isolare una Regione come particolarmente problematica». Lo ha detto ieri la portavoce della Commissione europea, Pia Ahrenkilde, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione, Enrico Rossi, in risposta alle affermazioni del presidente della commissione Ue Josè Manuel Barroso sul caso dell'insediamento di Ikea a Pisa.
Un retromarcia a metà. «Naturalmente - ha proseguito - siamo a conoscenza delle cose molto buone che si stanno facendo in Italia, incluso in Toscana, per promuovere la competitività e l'occupazione. Il presidente ha anche detto nella sua presentazione che la società alla fine ha aperto il suo negozio in un altro sito nella stessa regione. Il messaggio del presidente era semplicemente che dobbiamo fare di più per facilitare la creazione dell'occupazione, gli investimenti, in particolare quelli transnazionali, e quel messaggio è diretto a tutti nell'Unione Europea».
Rossi, ieri a Bruxelles, ha comunque puntualizzato di nuovo che «la dichiarazione di Barroso non è fondata e potrà creare un danno alla nostra regione, che invece è molto attiva per attrarre le imprese e il lavoro. I tempi lunghi riferiti all'Ikea non sono dovuti a lungaggini amministrative, ma al fatto che il progetto presentato inizialmente al Comune di Vecchiano prevedeva la costruzione non solo di un magazzino Ikea, ma anche di un centro commerciale e residenziale di enormi dimensioni (40 ettari) in una zona agricola soggetta a inondazioni e per di più contigua all'area protetta del Parco di San Rossore Migliarino».
«L'Ikea nell'area dei Navicelli rappresenta un'importante opportunità di sviluppo industriale e occupazionale per tutta l'area pisana». Con queste parole anche la consigliera regionale Idv Maria Luisa Chicarini è entrata nel dibattito. «Non si può negare che in Italia esistano dei tempi burocratici ancora troppo lunghi che, in questo caso, hanno richiesto sei anni per dire all’azienda che nella zona prescelta c’era un vincolo idrogeologico che rendeva l’opera irrealizzabile. Ma il caso Ikea a Pisa dimostra anche che lo sforzo congiunto dell'imprenditoria sana, delle istituzioni e del territorio può rappresentare uno stimolo alla crescita».
«Quella frase di Barroso sulla Toscana è una caduta di stile che la dice lunga sul pressappochismo di certi dirigenti dell'Unione Europea». E' fortemente critico il presidente regionale di Confesercenti, Massimo Vivoli. «Insediamenti commerciali di questa natura - aggiunge - non possono rispondere a logiche speculative e di puro profitto, ma devono essere chiaramente sostenibili e collocati in aree che non la deturpano».
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