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Pisa

Porsche e Mercedes ma quella nomade risulta nullatenente

Porsche e Mercedes ma quella nomade risulta nullatenente

Dal Comune aveva ottenuto la mensa scolastica gratuita Alla 34enne slava erano intestate anche altre auto e moto

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di Candida Virgone

PISA

È’ nullatenente. Ma davanti alla sua roulotte c’è parcheggiata una Porsche Cayenne pagata 37mila e 300 euro in contanti, due Mercedes ultimo modello e un’altra lunga sfilza di auto. Però al Comune, la signora Sermina Zuka, 34 anni, slava, ospite della baraccopoli del campo nomadi di Coltano, figlia della donna fermata dai carabinieri sulla Tosco-Romagnola qualche mese fa su un macchinone con in mano cinque chili di gioielli, aveva chiesto ed ottenuto la mensa scolastica gratuita per i figli minorenni. È una delle tante storture di questo campo in via dell’Idrovora, al punto da portare a chiedersi per l’ennesima volta quale integrazione abbia in effetti portato. La scoperta di questa madre di famiglia, evasore totale, denunciata per truffa e per una lunga serie di violazioni tributarie, si aggiunge a quella del paninaro abusivo nel campo e della famiglia sfrattata, presto in Corte d’assise e da anni al centro delle cronache, definitivamente esclusa dal progetto Città Sottili.

Nello specifico, come si è arrivati a scoprire la povera in Porche? Banalmente dando un’occhiata al parco macchine davanti alla baraccolpoli, un parco fatto di dodici mezzi, tutti della Zuka. Oltre alla Porsche e alle Mercedes, intestate alla donna ci sono anche una Opel Corsa, un’Alfa Romeo, una Fiat Bravo, una Golf, una Lancia Delta, uan vecchia Renault Megane e tre moto, una Honda Cb 600, una Vespa 125 e un Gilera 125. Eppoi la signora ha anche la partita Iva perché risulta intestataria di una ditta di recupero di rottami metallici, in pratica quelle licenze per smaltire ferro e rame.

Si è indagato sulle auto, con visure all’Aci e in altre sedi, e insieme alla Guardia di finanza alla fine i vigili urbani hanno concluso con una denuncia all’autorità giudiziaria per truffa aggravata. Sul caso ovviamente è stata aperta un’inchiesta. Un’altra inchiesta riguarda il paninaro abusivo, un kosovaro del campo, anche lui nella baraccopoli affiancata alle villette degli assegnatari regolari e non, che ha costruito davanti alla roulotte una veranda con tanto di tavolini dove alla popolazione locale viene offerto un pasto a base di panini alla modica cifra di 5 euro. Il nomade, che ha detto ai vigili di aver messo la testa a posto e di aver trovato così finalmente un lavoro regolare, ha comprato da un amico macedone una licenza di vendita, ma itinerante. Poi, in barba a tutte le leggi, si è installato in maniera fissa. È stato, quindi, denunciato per abuso edilizio e multato per aver usato una licenza itinerante come posto fisso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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