Sicurezza
Il rimborso di Enel non arriva
La doppia beffa di un ex dipendente dell’ufficio bollette in attesa del conguaglio
PISA
Salvatore Patrone, pensionato di San Giuliano, da agosto scorso aspetta 205,91 euro di conguaglio dall’Enel: in quel mese è arrivata la bolletta del gestore elettrico, ma non si hanno tracce dell’assegno da allora. Ora Patrone protesta: «Se io pago in ritardo, anche di un giorno, scatta la mora e mi chiedono gli interessi. Invece ora nessuno ne risponde e, in questi mesi, sono arrivate nuove fatture che ho dovuto saldare». Una prima ironia di questa storia è che Patrone era impiegato all’Enel, proprio nell’ufficio bollette. Pertanto ha atteso un po’ prima di cominciare le ricerche, fiducioso che il suo vecchio datore di lavoro non lo tradisse. Poi è partita una lunga “via crucis” di telefonate: alle Poste gli dicono che non sanno niente; Enel ribatte che è colpa della società di spedizioni. Interpellata dal “Tirreno”, giorni fa Enel ha spiegato che la pratica risulta evasa, cioè gli oltre 200 euro sono partiti sotto forma di assegno, inviato per posta ordinaria: «Questa è la prassi». Ma ha confermato che l’importo non è stato incassato. Perché non annullare il primo assegno e non emetterne uno nuovo? «Si può fare». Ecco, si può, ma non c’è obbligo. Il pensionato si rimette a telefono e invoca la seconda emissione: una volta gli chiedono un fax; un’altra specificano che non serve, perché possono procedere d’ufficio. Intanto il tempo passa e dei soldi nessuna traccia. Altra beffa: Patrone non è nuovo a queste esperienze: già nel 2004, per una bolletta arrivata sei giorni dopo la scadenza, pagò una mora. Dopo file e telefonate, non si riuscì mai a capire se la responsabilità fosse di Enel o di Poste.
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