Sicurezza
Appello degli agricoltori «Dateci l’Imu al minimo»
PISA «Vogliamo prendere parte ai sacrifici del paese, ma senza pagare costi insostenibili». Chi parla è Antonio Mazzarosa, presidente della sezione pisana dell'Unione agricoltori (Ua), ma le sue...
PISA
«Vogliamo prendere parte ai sacrifici del paese, ma senza pagare costi insostenibili».
Chi parla è Antonio Mazzarosa, presidente della sezione pisana dell'Unione agricoltori (Ua), ma le sue parole rispecchiano la posizione delle filiali provinciali di Coldiretti e della Confederazione italiana agricoltori (Cia).
Le tre associazioni hanno per la prima volta lanciato un'iniziativa congiunta (che poi è stata ripresa anche a livello regionale) per sostenere le loro ragioni in merito alla "patrimoniale agricola", meglio nota con la sigla Imu.
L'imposta introdotta dall'articolo 13 della manovra Salva-Italia del governo Monti colpirà infatti anche stalle, fienili, magazzini, cantine, capannoni destinati a trattori e attrezzi, nonché i terreni agricoli: un fatto totalmente nuovo nel mondo rurale.
«In questo modo si tassano i mezzi fondamentali per l'impresa agricola, un settore in crisi da tempo, popolato da operatori demotivati», spiega Francesca Cupelli, presidente Cia Pisa, in apertura della conferenza stampa.
La richiesta delle tre associazioni, già formulata in una serie di lettere inviate ai sindaci della regione, è di ridurre la tassa al minimo consentito. Nel provvedimento del governo viene infatti fatta salva la possibilità per le singole amministrazioni comunali di dimezzare l'aliquota per i fabbricati agricoli strumentali. «Chiediamo che l'Imu venga ridotta dal due all'uno per mille, per quella che è la facoltà dei comuni di incidere», spiega Mazzarosa.
Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa, traccia un quadro negativo del panorama agricolo italiano: «La media europea del reddito degli agricoltori è positiva, da noi negli ultimi anni è scesa del 30%».
Come dire che non si può chiedere troppo a chi è già soffre. L'iniziativa delle tre associazioni andrà avanti tramite delegazioni riunite intorno ai tavoli di discussione.
La provincia di Pisa ha inoltre promosso un incontro tra le organizzazioni agricole e i comuni per applicare la nuova patrimoniale in modo uniforme sul territorio.
L'appuntamento è fissato al 15 febbraio. «In pratica si chiede ai poveri di aiutare altri poveri», spiega Giacomo Sanavio, assessore provinciale allo sviluppo rurale, alludendo alla già difficile situazione finanziaria delle amministrazioni.
«Ma i comuni dovrebbero riconoscere l'interesse generale a salvaguardare il settore agricolo».
Lucia Maffei
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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