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Sel chiede le dimissioni di Picchi, Pieroni lo difende

Sel chiede le dimissioni di Picchi, Pieroni lo difende

PISA «E' auspicabile che il lavoro della magistratura possa concludersi in tempi celeri». Lo afferma in una nota il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, parlando dell'inchiesta sulla scandalo...

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«E' auspicabile che il lavoro della magistratura possa concludersi in tempi celeri». Lo afferma in una nota il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, parlando dell'inchiesta sulla scandalo rifiuti che coinvolge il Cermec di Carrara e si è estesa a Pisa e che vede indagatoanche l'assessore provinciale all'ambiente di Pisa, Valter Picchi. A rilanciare il fronte dela polemica era stato ieri Dario Danti, coordinatore provinciale di Sel (che pure fa parte della maggioranza di centrosinistra alla guida della Provincia) che aveva chiesto le dimissioni Picchi. Una richiesta che Pieroni definisce «forzata e inopportuna» . Danti insiste: «La mia richiesta è rivolta alla sensibilità etica e personale di Picchi». Pieroni ribadisce invece il rispetto verso il lavoro dei magistrati ma sottolinea che «la lente oggettivamente deformata di indiscrezioni, produce dubbi e sospetti, che potranno essere fugati nelle sedi opportune» e quindi ciò che «è necessario» ora «non sono passi indietro politici, ma azioni concrete per stabilire il buono operato dell'amministrazione pubblica».

Sta con Picchi anche il resto della maggioranza. «Assistiamo da settimane a una campagna di stampa tesa non solo ad avvalorare la fondatezza delle accuse mosse dalla procura di Massa all'assessore Picchi, ma anche a coinvolgerlo in vicende correlate a cui appare del tutto estraneo», scrivono Francesco Nocchi, Luigi Buoncristiani e Patrizia Marchetti, segretari provinciali rispettivamente di Pd, Idv e Psi. «Questa vicenda - aggiungono - si potrà chiarire solo in sede giudiziaria: sarà lì che Picchi potrà dimostrare la sua estraneità alle accuse. Per questo riteniamo positivo che Picchi abbia manifestato la volontà di essere sentito o di produrre una memoria per chiarire la propria posizione. A questo stadio della vicenda, in cui il processo non si è ancora aperto e non c'è stato il rinvio a giudizio, non riteniamo che l'assessore debba dimettersi».

Infine, sulle critiche giunte dal Terzo Polo nei giorni scorsi per la decisione di trasferire temporaneamente ad altre funzioni due dipendenti della Provincia, i cui nomi sono emersi dalle intercettazioni sul caso Cermec, Pieroni precisa che «non si è trattato di una decisione politica, ma di un atto del Direttore generale avente natura cautelativa e di garanzia per chi è stato chiamato in causa dall'indagine».

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