Sicurezza
Le famiglie pisane sempre più indebitate
Le esposizioni bancarie per mutui e prestiti sfiorano in media i 23mila euro, con un aumento del 48% dal 2008 ad oggi
di Francesco Loi
PISA
Sempre più in affanno le famiglie pisane sotto la pressione della crisi: l’indebitamento medio sfiora i 23mila euro. Soprattutto si tratta di una crescita senza sosta, con un salto del 48,1% dal settembre 2008 ad oggi, per un aumento di oltre 4mila euro. E’ quanto si ricava da un’indagine su questo tema realizzata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre. La situazione nella provincia pisana tocca punte più alte rispetto alla media italiana, che resta sotto i 20mila euro per famiglia.
Questi dati, ricorda la Cgia, si riferiscono all'indebitamento con il sistema bancario, causato in particolare dall'accensione di mutui per l'acquisto della casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. «L'incidenza del debito sul reddito familiare - dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - è maggiore tra i nuclei con disponibilità economiche medio-basse e il perdurare della crisi rischia di accentuare questa situazione». Comunque, sottolineano dalla Cgia, è importante anche un altro aspetto. «Le province più esposte con le banche sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati: le famiglie più ricche, dopo l'avvento della crisi, hanno intensificato l'accensione di mutui per l'acquisto o la ristrutturazione di beni immobili».
Un doppio binario, dunque. Ma i numeri pisani fanno pensare: 19° posto assoluto in Italia su 103 province, con 22.806 euro di indebitamento medio. Una cifra, in Toscana, in linea con quella di Firenze e inferiore solo a Prato e Siena. Soprattutto è il dato del quadriennio a colpire: +48,1%, per un incremento di 4.025 euro. Questo porta ad un 6° posto su base nazionale, dove l’aumento medio è del 36,4%. Da dire che Pisa è in larga compagnia di realtà toscane: la provincia di Livorno è prima in Italia con il +57,1%, seguita da Grosseto con il +56,4%.
Per niente sorpresa l’associazione BabyConsumers (via Gereschi 32, tel. 050.0988237), che tocca ogni giorno con mano i problemi della gente. «Certo che le famiglie sono in affanno», dice il presidente Pino Staffa. «La ricerca prende in considerazione i debiti nei confronti del sistema bancario, ma occorre considerare tutto il para-bancario, la galassia delle finanziarie». Un dato su tutti spiega l’impatto della crisi. «Finora si rivolgevano a noi, per il 90%, persone con situazioni di indebitamento dovute ai beni al consumo, ovvero chi voleva sostenere un tenore di vita oltre le proprie possibilità, magari per avere il telefonino alla moda e cose del genere. Da un po’, invece, il 50% sono cittadini, e pensionati, che hanno difficoltà ad andare avanti, ad arrivare a fine mese». L’ultima frontiera è quella del prestito per onorare le rate di prestiti attivati in precedenza. «Abbiamo avuto un caso - dice Staffa - anche di un triplo prestito». Il sovraindebitamento, aggiungono dall’associazione, si denota nelle cessioni del quinto (su stipendi e pensioni) e sull’anticipo del Tfr «per riuscire a pagare le bollette». Emerge infine un risvolto psicologico particolare. «Bisogna convincere la persona che la strada intrapresa non è quella giusta: far prendere coscienza del problema è il primo passo, ma per niente scontato. In tanti dicono: cosa vuoi che siano 50 euro in più. Però è proprio con questi 50 euro alla volta che poi arrivano i guai. E la crisi di sicuro non agevola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
