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Spettacoli e concerti nei luoghi d’arte

Spettacoli e concerti nei luoghi d’arte

L’assessore alla cultura: abbiamo fatto un primo esperimento che ha richiamato tanta gente

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PISA

Dare un’anima ai monumenti e ai musei. Promuovere al loro interno spettacoli, convegni per far riconoscere questi splendidi luoghi a un pubblico sempre maggiore. È il proposito che l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Silvia Panichi, sta portando avanti da un bel pezzo. «Dal mondo antico fino a quello contemporaneo - dice l’assessore - la nostra città ha un immenso patrimonio inesplorato. C’è tanto da rimanere incantati. Allora rianimiamolo, come in parte stiamo già facendo, con gruppi teatrali e iniziative varie che coinvolgano anche il mondo del volontariato che da noi ha radici profonde. Insomma, facciamo sistema e creiamo all’interno di chiese, musei, monumenti e palazzi attività varie che recepiscano anche nuovi e antichi mestieri, valorizzando i tanti giovani che escono dalle nostre università dove hanno conseguito delle specializzazioni che spesso non riescono a mettere in pratica. Così, chi viene a vedere gli spettacoli, chi partecipa a convegni o quant’altro, ha la possibilità di scoprire le bellezze dei luoghi».

Silvia Panichi ha in progetto a primavera un’iniziativa che va in questa direzione. «Stiamo mettendo in campo - aggiunge - uno sforzo congiunto tra enti, istituzioni e associazioni da realizzare in quattro o cinque luoghi quasi sempre chiusi e di particolare bellezza, da aprire al pubblico anche in orari prolungati. Così, chi viene, oltre a partecipare allo spettacolo, può ammirare cosa c’è di bello dentro. Bisogna diventare sempre meno stranieri nella nostra città e occorre anche spalancare le porte ai turisti. Lo abbiamo già sperimentato al palazzo Reale per i concerti che vi abbiamo organizzato: viene tanta gente che si ferma poi ad ammirare le bellezze del museo. Abbiamo tanti volontari pronti a portare avanti questo progetto. Uno sarà realizzato nella chiesa di Sant’Andrea. Un altro nella chiesa di San Pierino, straordinario monumento oggi aperto solo due giorni la settimana grazie all’opera di volontariato dell’Accademia dei Disuniti. Ecco, su questa falsariga, bisogna aprire le porte alle nostre meraviglie. Così si rianima anche il percorso della città, che altrimenti resta circoscritto al solito giro mordi e fuggi del turista frettoloso che mette il naso solo in piazza dei Miracoli o al massimo va fino a piazza dei Cavalieri».(M.B.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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