Sicurezza
La giunta Filippeschi s’inventa un consenso che non esiste
Abbiamo letto sulla stampa le riserve della signora Rosella Zanca sulle decisioni prese durante l'assemblea tenutasi il 23 gennaio scorso in via Bargagna, a cui l'Unione Inquilini, di cui sono...
Abbiamo letto sulla stampa le riserve della signora Rosella Zanca sulle decisioni prese durante l'assemblea tenutasi il 23 gennaio scorso in via Bargagna, a cui l'Unione Inquilini, di cui sono presidente, non è stata invitata.
Cogliamo l'occasione per fare osservare pubblicamente al sindaco, al vicesindaco, all'assessore alla casa e al rappresentante dell'Apes, presenti all'assemblea, che non ci sembra corretto e democratico continuare ad affrontare i drammatici problemi esistenti nelle case popolari e, più in generale, le questioni abitative senza coinvolgere le associazioni che da decenni più si interessano per la soluzione di molti problemi ambientali e di gestione, proponendo progetti concreti.
Evidentemente il confronto con coloro che più conoscono la materia spaventa le istituzioni, che non sono neppure in grado di assegnare ai senza casa e agli sfrattati quel centinaio di alloggi di proprietà comunale inutilizzati (spesso da anni), né di terminare nei tempi contrattuali previsti la costruzione di nuovi alloggi (esempio l'interminabile costruzione dei 42 alloggi di Erp in via Consani o l'utilizzo della Mattonaia), per cercare almeno di tamponare le situazioni più drammatiche tra quelle di un migliaio di famiglie che hanno fatto domanda di una casa popolare.
Non è la prima volta che la giunta e l'Apes cercano di affrontare alla chetichella il crescente malcontento esistente tra i cittadini ricorrendo a riunioni ristrette di fedelissimi, per inventarsi un consenso che in realtà non esiste, o esiste soltanto tra chi non conosce la realtà drammatica della situazione abitativa esistente a Pisa.
La giunta preferisce fare lo struzzo pubblicando sondaggi pilotati di alto gradimento e convocando assemblee ristrette per magnificare la sua attività d'immagine senza sostanza che, con la scusa del finanziamento (del tutto parziale) europeo del Piuss, in realtà sperpera soldi carpiti con le multe e le tasse a noi cittadini.
E lo fa per restaurare le mura urbane e lastricare Corso Italia e Piazza dei Cavalieri per ottenere un salotto buono, mentre nelle altre strade, dissestate e spesso allagate, si prendono a coltellate e decine di senza casa bivaccano alla Cittadella, nel Bastione Stampace e alla Stazione e migliaia di alloggi restano vuoti in una città che ogni anno perde circa mille residenti, i quali preferiscono andare a risiedere nei comuni vicini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google