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Il campus autosufficiente? Logica superata

Come studente, borsista fuori-sede, rappresentante di sinistra, voglio rispondere all’avvocato Gianluca Gambini, presidente di Confedilizia. Ho il curriculum perfetto del “provocatore”. Lo spenderò...

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Come studente, borsista fuori-sede, rappresentante di sinistra, voglio rispondere all’avvocato Gianluca Gambini, presidente di Confedilizia.

Ho il curriculum perfetto del “provocatore”. Lo spenderò con cura, dunque, visto che a breve mi toglieranno il valore legale del titolo.

La Pisa “drogata” dagli affitti agli studenti è il racconto dell'anno, specie se abbinato ad una presunta latitanza delle politiche del diritto allo studio. Basterebbe dare un'occhiata alla dichiarazione d'intenti abbinata all'accordo territoriale per il contratto concordato proposta dalle associazioni studentesche nel 2010: in quella sede abbiamo chiesto con forza il censimento degli alloggi sfitti e disabitati (volume d'affari pari a 65 milioni di euro: ne caviamo fuori un'altra Università, avvocato Gambini?), un'azione costante di monitoraggio sul mercato degli affitti con appositi osservatori pubblici sulla condizione abitativa, organismi esistenti e operativi in regioni come Puglia e Trentino, che favoriscono la pubblica inchiesta e conferiscono responsabilità sociale agli interventi edilizi.

Responsabilità sociale: non parliamo di ideologia. Responsabilità d'integrazione reale, diritto di cittadinanza per gli studenti e di contaminazione per la città, che ne riceve offerta culturale e innovazione scientifico-tecnologica.

In questo senso si stanno muovendo le università europee, rompendo la logica del “campus autosufficiente” all'americana e preferendo anche il recupero degli immobili di pregio dei centri storici, altrimenti utili per creare le “città vetrina”. Abbastanza ricche da restare vuote. E, culturalmente, morte.

Del resto, avrà avuto qualche senso il fatto che i primi studi universitari - Alma Mater a Bologna, per dire - siano stati fondati al fianco di cattedrali e palazzi del potere civico? Se, poi, della storia vogliamo prendere solo l'oligarchia mercantile, mi ritiro in buon ordine.

E via, allora! Liberiamo Pisa dal costo sociale degli studenti borbonico-normanni, rendiamole la solitaria - e oligarchica - gloria dell'antica Repubblica.

Anzi, facciamo una scommessa.

Immaginiamo di stampare una S su ogni banconota che ogni studente gira ad ogni esercizio commerciale della città.

In quanto tempo la Respublica ne sarà sommersa? Forse molto meno del tempo necessario per il trasferimento dell’Università a Tombolo, come proposto dall’avvocato Gambini.Niente male come “droga”, vero?

Ettore Bucci

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