Italia
Museo, settimana decisiva summit a Firenze e Roma
Il soprintendente Agostino Bureca, responsabile del restauro e dell’allestimento agli Arsenali: «I finanziamenti a disposizione bastano solo per la metà dei lavori»
di Francesco Loi
PISA
Nel giro di una decina di giorni il destino del Museo delle antiche navi ritrovate alla stazione ferroviaria di San Rossore sarà più chiaro. Ai primi di febbraio si terrà una riunione alla sede di Firenze dei beni culturali. Poi, a Roma, il sindaco Marco Filippeschi incontrerà il sottosegretario Roberto Cecchi, dopo che il primo appuntamento di un paio di settimane fa era saltato. Pisa ha bisogno di sapere quale sarà il destino della sensazionale scoperta del 1998 e se ci sarà la concreta possibilità di evitare quello che sarebbe il clamoroso spreco di un’opportunità (turistica, storica, economica) con pochi eguali, forse nessuno.
La missione. Per questo Il Tirreno sostiene la missione del sindaco Filippeschi, visto che la città, da una sede museale adeguata e con servizi all’altezza, ricaverebbe sicuri vantaggi sotto tanti profili. E che ci sia bisogno di un aiuto vero da Roma, dal ministero dei Beni culturali, è confermato anche dalle parole del soprintendente ad interim di Pisa e Livorno, l’architetto Agostino Bureca, che abbiamo interpellato sul tema, essendo tra l’altro il responsabile, su nomina regionale, dei prossimi lavori di restauro degli Arsenali Medicei, sede designata del museo, e anche dell’allestimento espositivo. Ebbene, secondo Bureca, i fondi a disposizione servono a coprire non più del 50% dei costi necessari a trasformare gli Arsenali in museo e la massa preziosa dei reperti in un’esposizione in grado di attrarre attenzioni da tutta Italia e anche oltre i confini nazionali. Il sindaco andrà a Roma con un obiettivo preciso: avere rassicurazioni sulla volontà di realizzare il museo, chiedendo tempi e finanziamenti certi. Nello scorso giugno, sotto il ministro Galan, erano stati concessi 4 milioni di euro: 2 per Arsenali e museo, 2 per la sistemazione dell’area scavi a Pisa San Rossore. Risorse senza le quali tutto sarebbe rimasto al palo, con il rischio di pesanti conseguenze per i reperti. Ma ancora deve essere fatto uno sforzo. «Stiamo sviluppando il progetto di restauro della facciata degli Arsenali, con revisione delle coperture esterne», dice il soprintendente Bureca annunciando l’incontro di Firenze come momento decisivo per «un punto della situazione, mentre per gli interni faremo un ulteriore progetto relativo agli allestimenti insieme ad archeologia».
I lavori. Ma quando potranno partire i lavori di sistemazione degli Arsenali? «Credo a breve, almeno per le parti esterne. Sarà un intervento che deve prevedere la conversione dell’edificio da arsenali e scuderie, le vecchie funzioni, a museo, senza cancellare la memoria di ciò che è stato». Un’idea è quella di riaprire una delle navate presenti sulla facciata, «così da favorire un’introspezione» anche dall’esterno degli Arsenali.
I costi. Bureca è deciso nell’affermare che «i 2 milioni a disposizione non sono sufficienti a portare a termine i lavori previsti: con questa cifra potremmo arrivare a metà opera. Dal ministero erano giunte assicurazioni sull’importanza che veniva attribuita al museo: spero quindi che questo possa essere ora confermato».
Inoltre, vanno avanti i contatti con Università e Demanio per ottenere il padiglione San Vito, che si affaccia sul cortile degli Arsenali. «Sarebbe utilissimo per sviluppare i servizi a sostegno del museo - conclude il soprintendente Bureca - ma in questo caso le esigenze economiche finiscono per allargarsi ancora».
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