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Il sottopasso atteso per ricucire il paese diviso dai binari

Il sottopasso atteso per ricucire il paese diviso dai binari

La ferrovia taglia a metà l’abitato e crea problemi a commercio, traffico e vita sociale. Ora l’opera è in vista

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di Lucia Maffei

PISA

«Prima si fa e meglio è». Cosimo Bonagiusa, 74 anni, docente di lettere in pensione, va dritto al punto che sta maggiormente a cuore al quartiere di Putignano: il nuovo sottopasso. «La gente lo reclama perché il territorio non sia più diviso in due, una circostanza che danneggia anche il commercio», spiega Bonagiusa. Oggi infatti esistono due Putignano, uno "al di qua" e un altro "al di là" della ferrovia che attraversa l'intera zona. Il nuovo sottopasso, da costruire a circa trecento metri di distanza dal passaggio a livello che è per ora l'unico collegamento tra il nord e il sud del paese, potrebbe finalmente ricucire Putignano e facilitare gli spostamenti dei suoi abitanti. Bonagiusa, che vive nel quartiere da 20 anni, individua nella mancanza di un'ampia rete di servizi e nel senso unico di via Immaginetta i problemi più importanti. Le due circostanze si complicano a vicenda, aggravando la già difficile viabilità di un paese attraversato dai binari. Spiega infatti l'ex professore: «A Putignano non c'è più l'edicola, così bisogna spostarsi anche per le piccole spese mattutine. Il senso unico penalizza enormemente gli abitanti, e li obbliga a lunghi giri in macchina. In sintesi non solo mancano i servizi, in primis una bella libreria, ma anche quelli in prossimità non sono facili da raggiungere».

La conseguenza di tutto questo, secondo Bonagiusa, è una «scarsa partecipazione alla vita sociale del quartiere», da risolvere con «più iniziative culturali di aggregazione». Anche il presidente del Consiglio territoriale di partecipazione 3 Juri Dell'Omodarme ammette la situazione particolare di Putignano. «Sorge su un territorio piccolo e concentrato rispetto alle altre zone della ex circoscrizione -Riglione, Oratoio, Coltano, Le Rene, Ospedaletto e Sant'Ermete - e ancora risente della mancanza di un piano urbanistico dal dopoguerra. Con l'aumento dei mezzi e del traffico le strade strette hanno causato alcune difficoltà».

«Per migliorare la viabilità - continua - oltre al sottopasso ci vorrebbero dei nuovi parcheggi, e anche nuove soluzioni per i pedoni e per il servizio di trasporto pubblico». Negli anni, spiega Dell'Omodarme, il profilo dell'abitante di Putignano è cambiato. Al posto della fabbrica di fiammiferi, dove hanno lavorato quasi tutti gli abitanti storici della zona, c'è ora un villaggio residenziale sorto due anni fa che ha dato impulso all'arrivo di famiglie e giovani. Tra un paio d'anni (il progetto è per ora in elaborazione al Comune) sorgerà in via Ximenes una nuova scuola materna per rispondere alle esigenze di chi si è trasferito. «Le prospettive di Putignano sono insomma buone - conclude Dell'Omodarme - Rivitalizzare il quartiere è senz'altro necessario, ma bisogna farlo senza danneggiare la sua vera identità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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