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Pisa

Un’unica banca dati contro furti e rapine

Un’unica banca dati contro furti e rapine

Ogni giorno tutte le forze dell’ordine avranno in rete i reati avvenuti nella città divisa in 37 aree

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PISA

Un’ unica banca dati, in prefettura, collegherà quotidianamente tutte le forze dell’ordine mettendole al corrente di tutti i reati commessi sul territorio e seguiti dai diversi corpi. Si tratta in sintesi di un’attuazione di quanto già previsto (all’articolo 4) dal Patto per Pisa sicura.

La banca dati, realizzata da due informatici del palazzo del governo, l’ingegner Luca Butera e il dottor Domenico Danaro, è stata allestita a costo zero e partirà dal primo febbraio prossimo. È stata presentata ieri mattina in prefettura dal prefetto, Antonio De Bonis, e dal sindaco, Marco Filippeschi, davanti a rappresentanti di polizia, vigili urbani, carabinieri e guardia di finanza.

«Così - ha spiegato il dottor De Bonis, il Comitato per l’ordine pubblico si dota di un altro strumento di prevenzione e repressione di tutti quei reati che diffondono allarme sociale, furti in casa, rapine, scippi e borseggi».

La città è stata divisa in 37 aree omogenee: il quadro finale potrà non solo essere utile alle indagini per interpretare i movimenti della criminalità, ma soprattutto fornire a tutte le forze di polizia un’informazione immediata e puntuale. Quartiere per quartiere, zona per zona, ci sarà una comune banca dati.

«Si dà così attuazione - ha detto il primo cittadino - a quanto previsto dal Patto per Pisa sicura, sottoscritto proprio in prefettura da Comune, Provincia e Regione Toscana nel giugno del 2010, che all’articolo 4 prevede il rafforzamento dell’integrazione informativa. Si tratta di costruire un interscambio informatico in cui tutte le forze dell’ordine immettono i dati relativi a investigazioni, segnalazioni e interventi fatti per quei reati. La comunicazione in tempo reale si prefigge lo scopo di favorire lo sviluppo di sinergie funzionali al rafforzamento della vigilanza e del controllo del territorio» .

Di fatto, il commento per il cronista è spontaneo, sarebbe quello che dovrebbe accadere sempre e comunque, nello spirito di un lavoro di gruppo teso ad un unico scopo superiore, la sicurezza dei cittadini e la difesa della legalità. Chiaramente l’esistenza di una banca dati comune non potrà che favorire a tempo di record sinergie e interessi comuni. Basterà un clic, come hanno dimostrato ieri in prefettura, per mettersi in rete ed avere un quadro completo di quanto accaduto.©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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