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Camionisti, non ce n’è uno in regola Indagine-choc dell’Ispettorato

Camionisti, non ce n’è uno in regola Indagine-choc dell’Ispettorato

Cronotachigrafi alterati, lavoro nero e autisti al volante per 19 ore di seguito: la Dpl fa multe per centomila euro

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Tutti fuori norma. Così sono risultati gli autotrasportatori controllati dalla direzione provinciale del lavoro. O per un motivo o per un altro nessuno di loro era in regola e le multe fatte ammontano a più di centomila euro, 72mila dei quali già pagati. Le irregolarità più frequenti? Ovviamente te la manomissione del cronotachigrafo, quello sui tempi di guida e riposo, ma anche e soprattutto, anche se ci si chiede come sia possibile visto che si tratta di un’attività che deve essere registrata nei minimi particolari, il lavoro nero. Su 53 aziende ispezionate dalla Dpl di Pisa tutte sono risultate irregolari e sono stati 11 i dipendenti che hanno denunciato situazioni non a norma e stipendi non pagati.

Il punto sulla situazione - in un momento di fuoco per il settore che ha paralizzato la penisola e bloccato i rifornimenti dei generi di prima necessità, come benzina e cibo - è stato fatto dalla responsabile della Dpl, la dottoressa Annamaria Venezia.

Ispettori. In questo tipo di vigilanza sono impiegati sei ispettori, uno di quali dedica il 75% dei suoi controlli alle ditte di autotrasporto, mentre gli altri sono coinvolti solo al 20%. Su 53 aziende controllate, il 99% delle quali hanno sede in provincia e per l’esattezza in Valdera, sono risultate tutte non in regola.

Tipologia. Le ditte sono state divise per tipologia. La Dpl è stata in 19 aziende con un mezzo solo e due autisti, in 24 con 5 mezzi e 8 dipendenti, 8 hanno una flotta di 15 camion e una media di 11 autisti, una ha 15 mezzi e 22 dipendenti e l’ultima una flotta di 21 camion e una media di 35 conducenti.

Giorni di lavoro. Il monitoraggio si è incentrato sui giorni di lavoro: sono stati controllati 79 giorni di sette autisti per quel che riguarda il trasporto a persone, in sintesi i bus turistici, e 27.962 giorni su 429 conducenti per quel che concerne il trasporto merci: in questo caso 26.358 giorni hanno riguardato 398 lavoratori dipendenti (conto terzi), e 1.683 giorni 38 proprietari (trasporto in conto proprio), con una media di 67 giorni a testa.

Multe. E se si pensa che il settore sia in mano agli stranieri ci si sbaglia, perché il 75% degli autisti è italiano, mentre il resto è rumeno. Su 436 camionisti e 28.041 giornate controllate, sui dischi cronotachigrafi sono state contestate finora 1.489 infrazioni che riguardano per lo più i periodi di guida, quelli di riposo e i fogli di registrazione sui tempi di guida. Perché, si sa, per sicurezza propria ma soprattutto del prossimo che si imbatte in questi giganti della strada, chi si mette alla guida non deve essere stanco: ogni giorno un autista può guidare nove ore intervallate da due riposi di 45 minuti, deve osservare almeno 11 ore consecutive di riposo, deve conservare i dati (dischi e registri) per un anno, deve avere a bordo il registro con i dati degli ultimi 28 giorni.

Eppure c’è gente che si mette al volante e guida anche per 19 ore di seguito. Come? Smontando il proprio cronotachigrafo e montando magari quello del datore di lavoro, commettendo un reato penale, una truffa, e rischiando, se si viene fermati dalla Polstrada, il ritiro della patente e il sequestro di dischi e mezzo.

Si può concludere che la categoria batte tutti i settori a rischio delle varie attività presenti in provincia di Pisa, quelli dove da anni ormai si registrano irregolarità in un’azienda su due, con un lieve aumento riguardo ai dati dell’anno appena concluso.

Il 100% di irregolarità in tutte le aziende controllate si mostra come un segnale preoccupante, non solo in termini di tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori, ma soprattutto per quel che riguarda la sicurezza, soprattutto sulle nostre strade.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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