Sicurezza
Scossa di terremoto liceo Buonarroti evacuato
Tutto si è svolto con ordine e 500 studenti hanno atteso oltre un’ora nel cortile E per pochi minuti sono stati fatti uscire gli studenti delle scuole Collodi e Mazzini
di Gianluca Campanella
PISA. «Attenzione, è in corso l’evacuazione della scuola: abbandonate con calma i locali aiutando chi è in difficoltà». Al Liceo scientifico Buonarroti, la voce registrata è così sexy da rassicurare i ragazzi. Accade alle 9,20 dopo che da qualche minuto si era sentita una scossa di terremoto con epicentro nel reggiano. Suona una sirena d’allarme molto insistente.
Tra risolini e un minimo di preoccupazione gli oltre cinquecento studenti escono nel parco di fronte, in via Betti, e cominciano a giocare sulle altalene. Qualcuno ne approfitta per andare a prendersi una brioche al bar interno, nel complesso Marchesi: ritenendo, insomma, che la scuola (l’istruzione) può pure crollare, ma il bar (l’economia) no, nonostante siano stati costruiti insieme.
Non è stata l’unica evacuazione della giornata, perché la gente è uscita anche da qualche edificio pubblico in centro e i bambini sono stati accompagnati all’esterno anche nelle due scuole “Collodi” e “Mazzini”: l’una primaria, l’altra secondaria inferiore, entrambe nel quartiere Porta a Lucca. In tutti i casi la sala operativa dei vigili del fuoco ha coordinato a distanza il rispetto dei protocolli di sicurezza previsto. E dopo pochi minuti ha dato il via libera per il rientro.
Invece l’assenza dalle lezioni a Cisanello, zona dove sorge il Buonarroti, è stata più lunga: un’ora e dieci. Ai piani alti dell’edificio (che è prefabbricato e fu progettato per essere demolito nel 2009 dopo 35 anni di servizio) le onde del sisma si sono sentite in maniera molto forte. I dirigenti scolastici hanno preso tutte le decisioni consultandosi con la Protezione civile, che ha suggerito la lunga attesa all’aperto e al sole, perché si dava per scontata una scossa di assestamento. Che non è arrivata: alle 10,30 tutti in classe, dove i ragazzi hanno ritrovato astucci e libri lasciati in modo ordinato al momento dell’uscita 70 minuti prima.
Chi non ha mai abbandonato l’edificio è stata la preside Mariangela Chiapparelli rimasta a telefono, appunto, con la Protezione civile. Mentre è toccato al suo vice Umberto Lanzo il compito di gestire i liceali nel parco. Fin troppo evidente è parso il parallelismo che si è voluto evitare con il naufragio della nave Concordia: lì un eccesso di ottimismo per scongiurare il “sad and sorry”, cioè lo “scusate, ci siamo sbagliati a farvi lasciare l’imbarcazione da crociera”. Qui, forse, un eccesso di prudenza?Lanzo respinge l’insinuazione che le procedure siano state condizionate dalle vicende del comandante Schettino: «Che si tratta di un falso allarme lo puoi sapere “sempre e solo” dopo», quando ormai è troppo tardi per porre rimedio se, al contrario, il pericolo era vero.
Nel resto della città sono stati tanti i cittadini che hanno avvertito la scossa: decine le chiamate ai vigili del fuoco e argomenti di conversazione monopolizzati dal fatto del giorno. Qualcuno si è avventurato in disamine tecniche: «L’evento tellurico è stato di durata troppo breve, forse perché di tipo sussultorio».
Altri con il pensiero sono corsi alla Torre: reggerà? Ma non ci sono stati danni, neppure lievi e chi non si era accorto di niente ha chiamato amici e parenti anziani per capire se si erano spaventati.
Altri servizi a pagina 12
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
