Sicurezza
Fita Cna boccia la protesta: ci sono risultati col dialogo
«Le ragioni della protesta sono sacrosante, perché il settore del trasporto è in una crisi drammatica, ma il fermo selvaggio in questo momento è una strada sbagliata. Il momento del Paese è...
PISA
«Le ragioni della protesta sono sacrosante, perché il settore del trasporto è in una crisi drammatica, ma il fermo selvaggio in questo momento è una strada sbagliata. Il momento del Paese è difficile e non possiamo essere quelli che lasciano vuoti supermercati e distributori». Parla chiaro Giovanni Capecchi, presidente provinciale della Fita (il sindacato trasportatori della Cna) che spiega il motivo dell’invito a non aderire alla protesta e della netta presa di distanza dalla “guerra dei tir”. «La nostra associazione, la maggiore della provincia di Pisa,- spiega - insieme alle altre categorie di autotrasporto che rappresentano il 90% delle imprese in Italia, lavora da due mesi ai tavoli col governo che ha mostrato attenzione e preso impegni precisi. Il fermo selvaggio di questi giorni si scontra con un dialogo già aperto, e rischia di far danni piuttosto che aiutare il settore a portare a casa risultati concreti».
«Sulla questione dei rincari del gasolio, dei risultati ci sono già - incalza Maurizio Bandecchi coordinatore Fita - Parlo dei decreti che consentiranno alle imprese di recuperare l’incremento delle accise fin dal prossimo mese: le accise del 2011 saranno recuperabili già da febbraio, stiamo solo attendendo che l’Agenzia delle dogane predisponga il software per presentare le domande. Per quelle del 2012, come già previsto dal decreto sulle liberalizzazioni, sarà possibile il recupero trimestrale e non più annuale, com’era fino ad oggi. In provincia la situazione è sempre stata e resta tranquilla. Ci sono stati un paio di punti in cui soggetti non locali hanno provato a formare dei blocchi. Gli autotrasportatori associati stanno dimostrando senso di responsabilità e capacità di non farsi strumentalizzare».
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