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Pisa

Pensioni, Camusso boccia la riforma

Pensioni, Camusso boccia la riforma

La leader della Cgil: c’è una necessità straordinaria di lavoro ma allungare l’età pensionabile toglie prospettive ai giovani

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di Gianluca Campanella

PISA. «Avanti tutta sui Cantieri Navali di Pisa». È il commento di Susanna Camusso sulla vertenza che da mesi tiene impegnata la Cgil e decine di operai in lotta per dare un futuro all’azienda e difendere il posto di lavoro. La leader del maggior sindacato italiano lo ha detto ieri durante la visita a Pisa, dimostrando che conosceva bene la situazione essendosi tenuta aggiornata sull’evolversi della vicenda nel corso di tutti questi mesi.

Camusso, che in questi giorni è anche impegnata nella trattativa col Governo per la riforma del mercato del lavoro, ha dedicato un pomeriggio intero alla città, accompagnata dal segretario provinciale Gianfranco Francese. La prima donna nella storia arrivata alla guida della Cgil ha seguito un programma ricco: ha inaugurato lo sportello tutele e diritti all’interno dell’ospedale di Cisanello e ha lanciato la campagna per l’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie (rsu) nelle pubbliche amministrazioni. Le consultazioni si terranno dal 5 al 7 marzo. Inoltre Camusso ha espresso compiacimento per l’ottimo risultato avuto dalla Cgil pisana nel 2011, 54mila iscritti in tutta la provincia, circa un centinaio in più dell’anno precedente, come ha sottolineato Francese, calcolando che un pisano su sette si riconosce nella Confederazione generale italiana del lavoro.

Il momento più importante della visita della leader Cgil è stato il convegno al circolo Arci Isola Verde che chiudeva un ciclo di conferenze organizzato dal sindacato in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. In una sala strapiena di pubblico amico, l’unica difficoltà è arrivata da una relatrice, la professoressa Vanessa Maher, che ha lanciato una provocazione gentile nella forma, ma dura nella sostanza. La docente ha chiesto: «Perché i più esposti alle oscillazioni del mercato, cioè giovani, donne e stranieri, sono i meno tutelati dal sindacato?».

Camusso ha risposto toccando i vari punti in momenti diversi. Sulle donne ha detto: «Ci accusano di difendere un’idea vecchia e di vietare la prospettiva, ma noi difendiamo il lavoro come fondamento», lasciando intendere che, proteggendo l’idea principale, a cascata si tutelano tutti i diritti. Infatti, poco dopo ha evidenziato che la questione della tutela delle lavoratrici non è una scoperta recente, ma fa parte della storia del movimento sindacale. Quanto agli stranieri, Camusso ha auspicato che «chi nasce in questo Paese sia cittadino italiano, risparmiando ai figli l’odissea che hanno percorso i genitori per ottenere la cittadinanza».

Infine, i giovani. Anche qui una risposta indiretta: «La riforma delle pensioni è sbagliata, perché nel momento in cui il Paese ha uno straordinario bisogno di lavoro, la risposta ai giovani non può essere che gli altri, i grandi, vanno in pensione più tardi».

In chiusura, pur non sollecitata, Camusso ha toccato anche il tema del precariato, invocando l’indennità di disoccupazione per tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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