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Pisa

«I prezzi saranno indicati con chiarezza sul menu»

«I prezzi saranno indicati con chiarezza sul menu»

Parla il titolare del bar multato dai vigili e accusato di spennare i turisti «Vi spiego i costi, la concorrenza e le difficoltà in una zona come la stazione»

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di Candida Virgone

PISA. Fa una promessa Beniamino Tizzano, titolare del Caffè Gambrinus, in questi giorni al centro delle polemiche per le proteste di un turista che ha ritenuto esoso pagare 26 euro per 3 «cappucci» e 3 pezzi dolci. Promette che adeguerà gli scontrini alla crisi e che ai tavoli i camerieri si presenteranno con tanto di menu e prezzi scritti. Spetterà al turista a quel punto scegliere, se sedersi in quel caffè e consumare o cercare un posto più a buon mercato. Una libertà reciproca, quella del commerciante di praticare il suo prezzo e quella del cliente di restare o andar via. Il titolare del Caffè, non nuovo alle proteste della clientela e a multe salate, è voluto intervenire raccontando il suo punto di vista, quello di un’operatore che cerca di mantenere il livello di una struttura commerciale tesa ad offrire qualcosa in più, di selezionare la clientela e soprattutto di sopravvivere in un momento difficile per tutti.

«Il mio locale - spiega Tizzano - lavora al 50% con convenzioni, con tutte le forze dell’ordine, ma anche con amministrazioni a noi vicine: da noi vengono i dipendenti di Provincia, Confesercenti, Cpt e di un istituto linguistico. E le convenzioni prevedono prezzi stracciati, come 50 centesimi per un caffè e altrettanti per il pezzo dolce, che a noi costa ad esempio già 53 centesimi. È chiaro che con questi prezzi si cerca di arrotondare con i servizi ai tavoli, per quanto, nonostante abbiamo a disposizione 45 posti a sedere dentro e 40 fuori, non ne facciamo tantissimi. E c’è di più. Quando ho rilevato il locale, che era diventato un posto malfamato, ho cercato di migliorarlo sotto tutti i punti di vista. La stazione, come tutti i posti di passaggio, è meta di gente di ogni genere, ubriachi, pusher, sfaccendati, ma il mio locale mantiene in un certo senso il decoro sia con la pulizia che con una forte illuminazione, distaccandosi da molti posti punto di riferimento della tanta microcriminalità della zona. Ed è aperto quasi tutta la notte».

Poi c’è la concorrenza, spietata in questo momento. «Quando aprii - aggiunge Tizzano - eravamo in pochi e lavoravamo tutti. Oggi nei soli dintorni della stazione ci saranno cinquanta locali, ogni cinque minuti viene aperto un bar, magari piccolo o mal frequentato, ma è un nuovo locale. Perfino l’edicola della stazione ha un frigo accanto alla cassa con le bibite fresche. A farci concorrenza sono anche le tabaccherie, che installano delle macchinette per il caffè, o lo stesso panettiere, che insieme al pane ha il banco degli affettati e le bibite e ovviamente, dati i minori costi, pratica altri prezzi.

Poi ci sono le spese di un’attività in grande. «Pago mille euro al mese di tassa di suolo pubblico, in un loggiato privato su cui pago già il condominio, 4mila di affitto per quanto sia proprietario di un quarto delle mura, 3mila l’anno per quattro insegne, 2.100 di luce al mese, più dieci dipendenti, fissi e a tempo, stipendiati ad ore. Non ho conti in banca, barche e auto di lusso, sono in casa d’affitto a 800 euro al mese e giro in Yaris». «Il turista che ha protestato - conclude aveva preso cappucci rinforzati e tre pezzi di torta e questo nello scontrino non appare. La tabella con i costi infine è visibile dietro il banco. Ci tenevo a chiarire queste cose una volta per tutte e penso che mettere il menu con i prezzi sia una soluzione ottimale». Lo speriamo per il signor Tizzano, ma soprattutto per i turisti e per l’immagine della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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