Italia
Agenti del Don Bosco si “autoconsegnano” per protesta
Agenti, sovrintendenti e ispettori della polizia penitenziaria di Pisa oggi si sono autoconsegnati e hanno rinunciato ai pasti forniti dalla mensa interna della casa circondariale per protestare contro il sovraffollamento
PISA. A fine turno sono rimasti in 'carcere'. Agenti, sovrintendenti e ispettori della polizia penitenziaria di Pisa oggi si sono autoconsegnati e hanno rinunciato ai pasti forniti dalla mensa interna della casa circondariale. Lo rende noto la Cisl spiegando che i motivi della protesta sono le condizioni di sovraffollamento della struttura e i mancati provvedimenti dell'amministrazione penitenziaria, dopo l'evasione avvenuta nelle scorse settimane.
«Il carcere Don Bosco scoppia - dice il segretario generale della Cisl, Gianluca Federici - perchè dovrebbe ospitare 225 detenuti e invece ce ne sono 380 (337 uomini e 43 donne). E gli agenti sono pochi: la pianta organica ne prevede 254, ma in servizio ce ne sono appena 188. E di questi, 26 sono stati distaccati in altri istituti (mentre da altre case circondariali al don Bosco sono arrivati appena due poliziotti)». La carenza di personale della polizia penitenziaria, sottolinea il segretario della Cisl, «in alcuni turni costringe un singolo operatore a occuparsi contemporaneamente di più reparti».
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