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Pisa

Negozi, c’è l’accordo per quindici aperture Si inizia da domenica

Negozi, c’è l’accordo per quindici aperture Si inizia da domenica

L’intesa vale per tutti gli esercizi fuori dal centro storico Confcommercio non firma e attacca l’assessore Forte

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di Daniele Benvenuti

PISA

«Nonostante le polemiche, Pisa è il primo capoluogo della Toscana ad aver firmato un’ordinanza che disciplina le aperture festive, seguendo quindi la linea del governatore Rossi contro la liberalizzazione introdotta dal governo Monti». Questo il commento dell’assessore Giuseppe Forte al termine del tavolo di concertazione di ieri mattina che ha definito il calendario di aperture festive valido per le attività commerciali al di fuori del centro storico (all’interno, invece, c’è la facoltà di rimanere sempre aperti). Si conclude così l’aspetto tecnico della questione, ma non le critiche.

Polemiche. Confcommercio, come aveva annunciato, ha abbandonato anche ieri il tavolo di concertazione dopo aver constatato la presenza di Federdistribuzione. Duro il commento del direttore Federico Pieragnoli: «Avevamo avvertito l’assessore in tutti i modi. Lui invece ha dimostrato arroganza tirando dritto per la sua strada, nonostante la legge, in modo chiaro, non autorizzi la presenza di Federdistribuzione a quella riunione. L’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza dell’assessore a svolgere questo ruolo. L’ordinanza quindi viene varata senza la firma di Confcommercio al tavolo di concertazione, pur condividendola nel merito».

Contenuti. Passando al merito dell’ordinanza, le aperture individuate sono 14 (la quindicesima verrà scelta in caso di un evento particolare, probabilmente San Ranieri).

Eccole: tutte le quarte domeniche da gennaio a novembre, la domenica che precede la Pasqua (il 1º aprile), il 3 giugno e l’8 luglio (la domenica che segue l’inizio ufficiale dei saldi estivi, fissato per il 7). In più a dicembre sempre aperti fino a Natale.

Un calendario che ripropone le stesse modalità dell’anno scorso. La novità sostanziale riguarda le ore di apertura, essendo stata recepita la linea della Regione: sparisce infatti il limite imposto delle ore 22 per la chiusura, autorizzando un totale di 13 ore nell’arco della giornata fino alle 24.

Modifiche. Per quanto riguarda i pubblici esercizi, rispetto alla bozza presentata la settimana scorsa sono state accolte alcune modifiche. Confermato il fatto che le attività di somministrazione di alimenti e bevande devono rimanere aperte per un minimo di 6 ore giornaliere.

E’ però obbligatoria la chiusura nella fascia oraria che va dall’una di notte alle 5 dal lunedì al venerdì: e dalle 2 alle 5 nei giorni di sabato, domenica e festivi. I locali in alcune zone al di fuori del centro (ad esempio quelle nei dintorni della stazione, dell’ospedale e della via Aurelia) possono aprire alle 4, reintroducendo la deroga dell’anno scorso.

«Siamo soddisfatti - è il commento del direttore di Confesercenti, Marco Sbrana - perchè alla fine sono state accolte le modifiche da noi proposte rispetto alla bozza che era stata mostrata la settimana scorsa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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