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TURISTI SPENNATI

Il sindacato protesta ma il barista ci ricasca

Il sindacato protesta ma il barista ci ricasca

PISA «Non criminalizziamo i bar onesti! L'immagine di una intera categoria di bar e di pubblici esercizi pisani - dice Enrico Guardati, presidente del sindacato Fipe della Confcommercio - non può e...

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«Non criminalizziamo i bar onesti! L'immagine di una intera categoria di bar e di pubblici esercizi pisani - dice Enrico Guardati, presidente del sindacato Fipe della Confcommercio - non può e non deve essere confusa con quella di un singolo, i cui comportamenti scorretti sono molto ben evidenziati dalle cronache e sistematicamente sanzionati dalle autorità. A perdere la faccia, in queste spiacevoli situazioni, è purtroppo non solo la categoria che rappresentiamo, ma addirittura l'intera città di Pisa. Per questo motivo, come Fipe Confcommercio prendiamo pubblicamente le distanze e condanniamo con forza questo comportamento che riteniamo scorretto in maniera estrema, da parte di chiunque esso provenga. Affermiamo altresì che la stragrande maggioranza dei titolari di pubblici esercizi è composta da professionisti, che lavorano in massima trasparenza ed onestà. Tuttavia, siamo convinti e ribadiamo che gesti simili non autorizzano alcuna generalizzazione, né tantomeno alcuna criminalizzazione. Come sindacato dei pubblici esercizi auspichiamo un sistema di sanzioni ancora più intransigente per colpire questi deplorevoli casi e rinnoviamo la nostra offerta di massima collaborazione alle autorità, affinché simili spiacevoli episodi non debbano più verificarsi».

Prende posizione con fermezza il sindacato sull’ennesimo caso che ha visto una maximulta dei vigili urbani ad un bar della stazione dopo la denuncia di un turista spagnolo che ha pagato 26 euro per tre cappuccini e tre paste. Il proprietario del bar si difende e promette di intervenire sul fenomeno con chiarezza. Ma ieri, intanto, un nostro collaboratore che si è messo a girare fra i locali nei punti più turistici, fingendosi inglese e confidando anche nell’aspetto british (alto, capelli chiari, occhio ceruleo), ha riscontrato che molti hanno tabelle e prezzi affissi, che praticano una piccola differenza fra bancone e servizio al tavolo, ma tutto sommato nella norma. L’unico problema lo ha avuto proprio nel bar in questione: al tavolo ha pagato 5 euro per un cappuccino e 6 per un tramezzino, 11 euro in tutto, ma lo scontrino è arrivato ed è subito sparito, nonostante lo abbia chiesto alla commessa almeno tre volte.

«E’ stata una mancanza - ha ammesso il proprietario - che verrà verificata con attenzione. Lo scontrino viene portato alla cassa per il resto, ma poi restituito al cliente». In questo caso però resto non ce n’era. Resta il beneficio del dubbio e la possibilità di una svista in un locale affollato durante un servizio intenso. Il proprietario però ha annunciato che spiegherà tutti i risvolti di una attività complessa. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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