Il Tirreno

Pisa

Avvocato rinviato a giudizio

Avvocato rinviato a giudizio

Accusato di ricettazione e associazione e delinquere per un giro di carte clonate

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di Federico Lazzotti

PISA

Il 2 maggio Mario Maggiolo, 56 anni, entrerà in aula non da avvocato come fa da quasi trent'anni tra Livorno e Pisa, ma da imputato, accusato di aver fatto parte di un "sodalizio criminoso", così lo definisce il pm Gianfranco Petralia nella richiesta di rinvio a giudizio, "capace di acquistare ed importare dall'Inghilterra un numero indeterminato di carte di credito contraffatte per poi utilizzarle illegittimamente in Italia, Grecia e Inghilterra in numerosi negozi dove comprare beni di ogni genere". Poi, attraverso commercianti compiacenti, "ottenere in contanti una parte della somma che gli stessi avrebbero ricavato dalla transazione". Infine versando il denaro in due società e "creando - questa è la conclusione - un'attività criminosa e quindi un'organizzazione stabile e complessa, ramificata anche all'estero, caratterizzata da ripartizione di compiti e ruoli differenziati tra i vari associati".Non c'è solo questo nel faldone che riguarda l'operazione Plastic, figlia di un'indagine dei carabinieri tra il settembre del 2006 e il settembre del 2009. Gli inquirenti, infatti, contestano a parte del sodalizio di aver messo in scena una rapina e un falso incidente stradale per truffare la compagnia "Milano assicurazioni", che ieri si è costituita parte civile nel procedimento. Con Maggiolo, dopo quasi due ore di camera di consiglio, sono stati rinviati a giudizio, dal giudice Marisa Cirese, anche Giovanni Morabito, 43 anni, e la moglie Sabrina Marinari, 49, commerciante livornese. Secondo gli inquirenti i due coniugi sarebbero "capi, promotori ed organizzatori dell'associazione". Ma c'è di più. Secondo gli investigatori, che agli atti hanno depositato numerose intercettazioni telefoniche, sarebbero stati loro, in concorso con Giuliano Farnesi (che ha già patteggiato) nell'ottobre 2006 a raggirare banca Mediolanum aprendo un conto corrente e versandoci due assegni contraffatti per poi eseguire operazione per le quali si sarebbero messi in tasca poco più di trecento mila euro. È dopo questa operazione che entrerebbe in gioco l'avvocato, al quale Morabito si sarebbe rivolto per impiegare buona parte della somma avuta dalla banca, circa 250mila euro, per iniziare un'attività commerciale in Grecia. Dell'associazione criminale farebbe parte anche Vincenzo Conti, 60 anni. Quest'ultimo avrebbe avuto compiti "meramente esecutivi e di supporto su ordine del Morabito, facendo versamenti in denaro e ricevendo a casa plichi spediti dall'estero con le carte di credito contraffatte". Tra le sette persone rinviate a giudizio, c'è anche Donato Filippi, 54 anni, soprannominato "il ragioniere".Nell'estate del 2007, per l'appunto, Filippi era considerato l'uomo di fiducia di Maggiolo. Non andranno a processo altri due indagati: Tiziana Giovignani, 46 anni, ha scelto l' oblazione, mentre per Samir Fawaz il pm ha chiesto e ottenuto il proscioglimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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