Il Tirreno

Pisa

Pisa e l’Università marcino insieme

Pasqualino Albi

3 MINUTI DI LETTURA





Si è svolta a Pisa nei giorni scorsi l’iniziativa “L’Università e la città”, organizzata dal Circolo Università e Ricerca del Partito democratico di cui sono coordinatore.

All’iniziativa, che si è tenuta al Polo Carmignani davanti a una folta platea, hanno partecipato il professor Massimo Mario Augello, magnifico rettore della nostra Università, e il sindaco di Pisa Marco Filippeschi.

L’incontro ha assunto una particolare importanza perché da molto tempo non accadeva che il tema Università/città venisse posto al centro di una iniziativa politica e che i due primi protagonisti si confrontassero pubblicamente proprio su questo tema.

Dal dibattito, che è apparso ricco ed articolato, è emerso un terreno comune e condiviso di riflessioni e di progetti dell’amministrazione locale e dell’ateneo pisani.

Il filo conduttore dell’iniziativa può essere rintracciato in un nuovo percorso comune all’Università e alla città che deve necessariamente respingere l’idea di autosufficienza.

Da un lato va respinta la concezione del villaggio accademico autosufficiente, come utopia della comunità perfetta di docenti e studenti, al riparo dalle contraddizioni della città.

Dall’altro lato va respinta la concezione della città come entità separata dal mondo accademico, visto come un corpo estraneo, fonte di complicazioni e di problemi.

In tal senso ci sembrano incomprensibili quelle prese di posizione della “società civile” che, di tanto in tanto, appaiono sulla stampa locale, prese di posizione secondo cui la città di Pisa subirebbe una sorta di degrado a causa della presenza massiccia degli studenti universitari se non addirittura dell’Università stessa nel suo complesso.

Senza entrare nel merito di tali prese di posizione, non può condividersi l’angolo visuale di osservazione del fenomeno.

Infatti, è l’idea di separazione città/studenti o città/Università ad essere errata, perché muove dalla premessa che vi siano entità separate che operano secondo logiche contrapposte e inconciliabili.

È una vera e propria forzatura, dunque, pensare alla città di Pisa come a un qualcosa di separato dall’Università.

Il nostro obiettivo è mettere a fuoco una critica serrata della separazione e tradurla in proposta politica. Come Circolo Università e Ricerca del Partito democratico, riteniamo che la presenza studentesca in città sia una grandissima e preziosa risorsa da valorizzare, senza tuttavia trascurare le fondamentali esigenze di programmazione di cui sia l’amministrazione comunale sia l’ateneo di Pisa devono farsi carico, facendo propria la critica della separazione che abbiamo appena sopra indicato.

Nel quadro descritto è da ritenersi decisivo, nelle rispettive aree di competenza, il contributo delle associazioni studentesche e delle parti sociali nonché dell’ampio e variegato mondo delle associazioni, quali attori che devono rendersi protagonisti consapevoli di un sistema complesso, che non può essere rappresentato secondo uno schema semplificato e binario.

Dal diritto allo studio all’accesso al mercato del lavoro, dal tema degli spazi di socialità alla conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, occorre prendere atto che gli interessi da rappresentare spesso non sono descrivibili come coppie oppositive, ma sono piuttosto riconducibili a beni comuni rispetto ai quali nessuno, riteniamo, ha intenzione di assumere la veste di free rider.

La realtà pisana può senza dubbio avvalersi di un grande patrimonio storico di esperienze, un patrimonio che può arricchirsi oggi alla luce di una riflessione sulla crisi globale del sistema economico e finanziario, una crisi che può essere fronteggiata e superata proprio nella consapevolezza dello straordinario valore aggiunto che il sistema universitario è in grado di offrire al territorio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web