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Un nuovo itinerario: le tre torri pendenti

Un nuovo itinerario: le tre torri pendenti

I suggerimenti per un’alternativa ai turisti “mordi e fuggi” che visitano solo Piazza dei Miracoli

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PISA

Mauro Del Corso traccia uno dei tanti itinerari da proporre per un turismo di qualità e che potrebbero arricchire l’offerta di piazza dei Miracoli. «Mi domando - dice - quanti sono coloro che conoscono la sala del Capitolo di San Bonaventura in San Francesco e la stessa chiesa, con il campanile pensile. Oppure la sala delle Ninfe di palazzo Franchetti, sul lungarno Galilei. O altro ancora, l’interno del campanile di San Nicola, inclinato come la Torre, in via Santa Maria. Sono grandi opere d’arte».

Un’altra proposta: far entrare Pisa nel circuito del progetto delle città delle torri e con una peculiarità più unica che rara: tre torri pendenti. «E che torri - dice Del Corso - a parte l’irripetibile campanile del Duomo celebre in tutto il mondo. Ve ne sono altre due pendenti: quella di San Nicola e quella di San Michele degli Scalzi sul viale delle Piagge. C’è poi il problema spinoso del complesso monumentale della chiesa di San Silvestro. È la chiesa più grande di Pisa dopo la cattedrale di piazza dei Miracoli e la basilica di San Piero a Grado. Bisogna assolutamente trovare i soldi per restaurarla. E’ un esempio mirabile tra tardo barocco e tardo romanico. Sono stati recuperati la facciata e gli esterni, oggi sede di una porzione della Scuola Normale che ha restaurato anche lo splendido salone settecentesco. Ora è in corso di definizione il progetto di rifacimento della piazza che porterà ad erigere un monumento scelto attraverso un concorso internazionale voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa che ha finanziato anche l’opera. Ma è ora di pensare alla chiesa, per farne anche un auditorium tra i più grandi della città se non il più grande in assoluto».

Ma Pisa ha anche turismo verde di incomparabile bellezza, come l’ex tenuta del Presidente della Repubblica di San Rossore o più in generale il parco naturale.«È a due passi dalla città — dice Del Corso — e deve essere integrata nel tessuto urbano. Pisa è una miscela incredibile di storia, natura e cultura. Lo stesso litorale non può limitarsi ad essere un turismo di pendolari e solo d’estate. Può offrire molto di più. Penso ai palazzi liberty di Marina che ad inizio Novecento hanno ospitato musicisti, scrittori e intellettuali di tutto il mondo. Uno per tutti: Gabriele D’Annunzio. Penso ai grandi esempi di scultura razionalista che ci sono a Tirrenia. Manca poi tutta una cartellonistica che illustri luoghi e itinerari. Ma questo vale un po’ per tutta la città. Come si fa a pretendere che poi i turisti arrivino nel centro storico».Una volta c’era il biglietto unico, almeno serviva per portare i turisti più in là di piazza dei Miracoli.«Già - conclude Del Corso - bisognerebbe riproporlo adeguandolo». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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