Il dolore
No del Comune a Rebeldìa Si andrà a un nuovo bando
Nessuna assegnazione diretta dello spazio individuato in via Andrea Pisano Le associazioni accusano: «Scelta politica». E l’amministrazione replica: «Falso»
di Gianluca Campanella
PISA
Niente assegnazione diretta a Rebeldìa dello spazio in via Andrea Pisano. A quasi un anno dalla conferenza servizi (era il 26 gennaio del 2011) che metteva in gioco la palestra vicino al Palasport, si preme il tasto “reset” e si ricomincia: ci sarà un nuovo bando per scegliere chi andrà in quell’immobile, perché la volontà del Comune resta sempre quella di destinarlo all’aggregazione giovanile.
Si chiude il secondo capitolo della vicenda: il primo era stato la manifestazione d’interesse (23 marzo 2011) con tre concorrenti; Rebeldìa non si era presentata. L’altra fase dura da metà luglio, quando si è saputo che non c’erano idonei e il cartello di oltre trenta sigle ha chiesto una trattativa privata per gara andata deserta.
Ieri mattina il sindaco Marco Filippeschi, il suo capo di gabinetto Maurizio Gazzarri e l’assessore al sociale Maria Paola Ciccone, hanno ricevuto i rappresentanti di “Pisa Meticcia” (il nome depositato la settimana scorsa per istituzionalizzare l’interlocutore di fronte all’amministrazione) e hanno spiegato che la memoria giuridica presentata dai Rebeldia non era accolta: «A parere dell’ufficio scrivente non esistono, allo stato attuale della vicenda, le condizioni per procedere all’assegnazione diretta del bene». Firmato Stefania Cantisani, dirigente dell’ufficio partecipazione – servizi demografici; approvato dal direttore generale del Comune, Angela Nobile, e dal dirigente del patrimonio, Laura Tanini; protocollato giovedì. Fin qui le certezze. La risposta tecnica inequivocabile. Sul resto le versioni divergono.
Rebeldìa sostiene che nell’incontro di ieri mattina il sindaco avrebbe aggiunto anche un no politico, argomentando la scelta come dettata dall’opportunità di non andare contro quella parte di città che non vuole il “laboratorio dei disobbedienti” in via Pisano: «Filippeschi ha scelto di andare a destra». Mentre una nota ufficiale del Comune smentisce: «Le ipotesi che il no all’assegnazione diretta sia frutto di una risposta “politica” è priva di qualsiasi fondamento, come del resto ampiamente spiegato dal sindaco nell’incontro con Rebeldìa».
Gazzarri in seguito aggiunge che «le pressioni ci sono state da tutte le parti, anche da sinistra; noi siamo stati indipendenti: il nostro percorso è coerente con la condotta dell’ultimo anno, che ha cercato la trasparenza, l’evidenza pubblica e la partecipazione».
E adesso Rebeldìa parteciperà al bando? Mariangela Priarolo, presidente di “Pisa Meticcia”, risponde con Parmenide: «Del nulla non si parla». Intende dire che il bando non c’è ancora e che lunedì prossimo tutte le sigle del cartello si riuniscono per decidere i prossimi passi. Subito, però, si fa appello «ai 3.533 cittadini pisani e alle decine di intellettuali e artisti che ci hanno sostenuto a far sentire ancora la propria voce e indignazione, con l’auspicio che il sindaco riprenda in considerazione l’ipotesi».
In realtà, secondo Gazzarri, il bando era quasi tutto «incardinato nella manifestazione di interesse»: certo, va riguardato e manca la comunicazione di avvio della procedura di variante urbanistica che è prevista sull’area; ma «in qualche settimana» tutto dovrebbe essere pronto. Allora l’invito ai ragazzi: «Partecipate. L’auspicio è che si presentino anche altri e che vincano i migliori. Rebeldìa ha dimostrato di essere brava a fare progetti».
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