La manifestazione
La pisanità da Vasari a Mazzinghi
Settimana di naufragi, rifiuti e cazzotti. La Concordia era troppo vicina, la pavimentazione di Piazza dei Cavalieri è troppo lontana.
Settimana di naufragi, rifiuti e cazzotti. La Concordia era troppo vicina, la pavimentazione di Piazza dei Cavalieri è troppo lontana. Dallo spirito del Vasari dal senso e dalla storia della piazza. Così dicono Settis e Sgarbi.
Il secondo è quel che è, ma il primo - che peraltro s'era già espresso - poteva essere ascoltato, no? Era lì vicino. Lui parla di ostentazione e l'impressione è quella. "Pisanate" commenta qualcuno sul sito di questo giornale. Per una delle piazze più belle del mondo è un peccato.
Il Parco che ha consentito la costruzione di un grande porto con annessi e connessi, invece, inchiodato da se stesso alla più cieca burocrazia, ha difficoltà a trovare piccoli approdi per i pochi pescatori che col mare campano. Vergogna.
I rifiuti dell'hinterland arrivano a Pisa dai cittadini dei comuni limitrofi che, per evitare la fatica del porta a porta, scaricano nei cassonetti pisani. Il gesto si presta a una lettura metaforica e a trarne una morale. Ma dopo. Ora interveniamo, anche a monte, prima che l'abitudine degeneri.
La vendita della Mattonaia, che in confronto la tela di Penelope era una giacchettata, doveva finanziare i lavori del lungarno Mediceo. Non li finanzierà per il semplice fatto che è ancora lì, invenduta. Se continua così, quando sarà, servirà a finanziare il restauro di se stessa.
Prosegue il gioco proposto dal Malvaldi sui cinque motivi d'orgoglio di essere pisani. Tra le mille colorite risposte, alcuni - siamo fatti così - inseriscono subito anche cinque negatività. Quando ho letto tra queste: "La mancanza di un parco", ho pensato alle Piagge e a San Rossore e mi son detto che certo siamo proprio pisani.
Ci sono anche ragioni per essere ottimisti, però. Se uno come Pomponi riesce a fare 60 milioni di debiti c'è una speranza per tutti.
A proposito di speranza, la frase della settimana è di tanti anni fa: "Sandrino, se trovi il coraggio d'insistere hai tutto per diventare campione del mondo", la rivolse Alfiero Conti, che gli era maestro, a Sandro Mazzinghi quando aveva 14 anni. E lui, che poi campione del mondo diventò, ce l'ha ricordata martedì.
Alla prossima.
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