Il Tirreno

Pisa

Oltre 1.500 anziani malati curati a casa

Oltre 1.500 anziani malati curati a casa

Il lavoro quotidiano degli assistenti domiciliari: si preoccupano dell’igiene, fanno la spesa, preparano i pasti

3 MINUTI DI LETTURA





di Giovanni Parlato

PISA

«Basta un sorriso, la parola giusta, ascoltarli e gli anziani ritrovano la forza per affrontare la giornata», dice Marina Vanni, una delle tante assistenti domiciliari che quotidianamente si recano a casa di oltre 1.500 anziani seguiti dalla Società della Salute e che hanno bisogno di assistenza. Ieri mattina era nel quartiere di Sant’Ermete dove ha suonato il campanello di un’anziana coppia: lui, Ulderigo, 85 anni, gravemente malato, e la moglie Ada, 83 anni, che ci hanno autorizzato a scattare le foto.

«Senza l’assistenza non ce la potrei fare, mi danno un aiuto fondamentale - dice la signora Ada - senza di loro mio marito sarebbe in ospedale o in una struttura, invece così stiamo insieme. Marina pensa all’igiene e fa la barba a mio marito, un giovane della Pubblica Assistenza mi fa la spesa e mi porta a casa l’acqua che è così pesante, l’infermiere viene per la terapia. Sono tutti bravi».

L’assistente sociale Marina Vanni della cooperativa Paim, come i colleghi delle cooperative Agape e Salute, segue diverse persone anziane.

«Facendo questo lavoro - spega Marina Vanni - si affina un sesto senso, si comprende al volo lo stato d’animo dell’anziano, il senso di solitudine che lo circonda e l’ansia che ha di vedere e parlare con qualcuno. E posso trovare l’anziano che ha dormito poco, che ha un suo momento di fragilità, che da tempo non vede il figlio o il nipote. E io ascolto, parlo con lui, mi occupo di fare una telefonata al parente cercando di chiarire una situazione. Quando conosco quali sono i temi che interessano alla persona anziana, ne parliamo insieme, gli faccio domande. E poi basta un sorriso, una parola di conforto per non farli sentire soli».

È vero che queste persone hanno bisogno di essere accudite e curate, ma l’assistente domiciliare - oltre che essere un risparmio per la sanità pubblica - è anche un valore aggiunto perché non fa sentire l’anziano solo, risolve alcuni problemi personali, fa da tramite con i familiari.

A sensibilizzare il lavoro degli assistenti sociali è stata Rosanna Unida, coordinatrice dei servizi sociali dell’Usl « che ha organizzato il lavoro - dice ancora Marina Vanni - con una competenza e una sensibilità uniche. Progetto, a sua volta, realizzato dagli assistenti sociali di riferimento ».

Infatti, gli interventi delle e degli assistenti sociali sono pianificati dalla commissione dell’Usl pisana in base alle necessità di ogni persona. «Le prime ore del mattino - racconta Marina Vanni - sono dedicate alla cura e all’igiene della persona. Alcune hanno bisogno di essere alzate dal letto, di fare una doccia e di essere lavate. Ad altre, si prepara la colazione e nel frattempo si scambia qualche parola. Nelle ore centrali della giornata, ci dedichiamo ai parzialmente sufficienti. In questi casi, facciamo delle commissioni esterne: andiamo a fare la spesa, in farmacia, prenotiamo una visita all’ambulatorio. Il nostro intervento è necessario poiché la maggior parte di queste persone è sola e i parenti non sempre sono presenti perché impegnati nel lavoro o perché sono subentrati dei conflitti».

In tarda mattinata, gli assistenti aiutano gli anziani alla preparazione dei pasti. «Gli anziani - conclude Marina Vanni - in genere mangiano le solite cose e noi li aiutiamo ad avere una dieta varia». Infine, solo gli anziani con gravi problemi, hanno un’assistenza pomeridiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa