Proteste
Il giudice “spacchetta” l’inchiesta
Nelle indagini è coinvolto anche il cardiologo pisano Mario Mariani
PISA
A dieci anni dall'avvio delle indagini, a otto dagli arresti e a due dalla richiesta di rinvio a giudizio, il processo sulla presunta “cupola” che avrebbe pilotato in Italia i concorsi universitari di cardiologia, capeggiata secondo l'accusa dal professore barese Paolo Rizzon, si spacchetta in cinque diversi procedimenti.
In sede di udienza preliminare il gup Antonio Diella ha dichiarato l'incompetenza territoriale per 13 dei 22 imputati che saranno quindi processati da un Tribunale diverso da quello di Bari. Per la precisione da quattro Tribunali diversi in base al luogo dove si sono svolti i presunti concorsi truccati: quattro a Pisa, cinque a Brescia, uno a Firenze e tre a Palermo. Restano a Bari, dunque, le posizioni di soli nove imputati, tra cui Rizzon.
Le indagini presero le mosse dalla cattedra di cardiologia di Bari, retta da Rizzon, per estendersi poi a quasi tutte le università italiane. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, corruzione, concussione tentata e compiuta, falso, truffa, tentativo di estorsione e interruzione di pubblico servizio.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra la fine degli anni Novanta e il 2002.
Stando alla tesi della Procura di Bari, l'organizzazione nazionale sarebbe stata capeggiata da quattro primari cardiologi, e precisamente: Rizzon, il pisano Mario Mariani e il milanese Maurizio Guazzi (le cui posizioni sono state stralciate e gli atti saranno inviati a Pisa), il parmense Livio Dei Cas (è Brescia secondo il gup di Bari il Tribunale competente a giudicare la sua posizione).
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