Il Tirreno

Pisa

Tetto a rischio, chiuso il “Duomo Vecchio”

Tetto a rischio, chiuso il “Duomo Vecchio”

La chiesa di San Paolo in Ripa d’Arno fece da sfondo a una famosa scena di un film dei Taviani

3 MINUTI DI LETTURA





PISA

Il Tirreno lo aveva denunciato già a maggio scorso che la Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno presentava dei seri problemi di sicurezza e ora la conferma. La chiesa che i pisani chiamano Duomo Vecchio e risalente al IX secolo, è chiusa per “motivi di sicurezza” come è scritto su un foglietto affisso al portone principale. E pensare che quella facciata, assieme a quella del Duomo di Piazza dei Miracoli, fu usata come sfondo per alcune scene del film Good morning Babilonia dei fratelli Taviani. Un parrocchiano, Raffaele Campani ci scrive che l’edificio è sprangato già da lunedì e il motivo sarebbe da imputarsi a una infiltrazione di acqua in una trave portante del tetto. Già a maggio, uno dei monumenti più importanti di Pisa e sicuramente tra i più suggestivi, con tanto di affreschi attribuibili alla mano di Bonamico Buffalmacco (restaurati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pisa nel 2003), era imbrigliato lungo tutto il suo perimetro da una recinzione che impediva ai passanti di avvicinarsi troppo per pericolo di crolli o dal tetto o dai cornicioni. La chiesa fu bombardata nel 1943 e toccò all’allora sovrintendente Piero Sanpaolesi ricostruire quell’edificio di culto che è il geloso custode del sarcofago di Burgundio, ambasciatore della Repubblica marinara pisana, giureconsulto e alchimista del XII secolo. Il restauro finì nel 1954 data di riapertura della chiesa. Oggi le pareti laterali presentano a occhio nudo, delle crepe che solcano soprattutto la parete a mattoni sulla destra di chi guarda la chiesa. «Le tegole del tetto avranno almeno 90 anni per questo ci piove dentro»: dice un anziano residente che passeggia intorno all’edificio. L'entrata principale della chiesa è ingombra dalle reti metalliche di sicurezza che deturpano totalmente la visione dell’edificio e c’è da giurarci che staranno lì per tanto tempo, visto che, stando a quanto dicono i parrocchiani, per mettere tutto in sicurezza, ci vorranno almeno due milioni di euro, soldi che ovviamente la parrocchia non ha a disposizione.

La recinzione di sicurezza fa “brutta mostra” di sé già da più di un anno, dopo che il Comune fu costretto a emettere l'ordinanza di messa in sicurezza preventiva. Ma basta scostare per un attimo l’occhio da questo malato monumentale ed illustre per accorgersi che la piazza antistante ha lampioni fatiscenti vecchi di decine di anni, le fioriere di cemento sono letteralmente esplose e le panchine di pietra sono sgretolate. Dulcis in fundo, la piazza, se pur di grandi dimensioni e molto frequentate dalle famiglie, ha solo 4 cestini per la raccolta dei rifiuti e nonostante il verde e l’abbondante spazio, non c’è nessun gioco per bambini. E’ questo un angolo di Pisa da rivalorizzare e offrire ai pisani e ai turisti.

Carlo Venturini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web