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Crollano del 18% le richieste di mutui Famiglie in crisi

Crollano del 18% le richieste di mutui Famiglie in crisi

di Luca Daddi PISA Crollano le richieste di mutui ipotecari da parte delle famiglie. Nel 2011 appena concluso la provincia di Pisa ha registrato rispetto al 2010 una contrazione del 18%, alla pari...

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di Luca Daddi

PISA

Crollano le richieste di mutui ipotecari da parte delle famiglie. Nel 2011 appena concluso la provincia di Pisa ha registrato rispetto al 2010 una contrazione del 18%, alla pari con Pistoia, ma meno decisa rispetto a quelle verificatesi a Livorno e Grosseto (-22%), Lucca (-21%) e Firenze (-20%). Il calo è stato decisamente meno pesante a Prato e Siena (-16%), ad Arezzo (-13%) e Massa (-10%).

È quanto emerge dall’analisi sull’andamento complessivo della domanda di mutui rilevata su Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie di Crif, che in Italia raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni.

L’analisi delle richieste di mutui a livello regionale conferma una contrazione generalizzata, ma la Toscana, con un -19% in perfetta linea con il dato italiano, si colloca in una posizione intermedia nel panorama nazionale.

Esaminando la distribuzione per fasce di durata, si conferma la crescita della quota di domanda di mutui nelle classi comprese tra i 20 e i 30 anni, anche se rimane la classe tra i 25 e i 30 anni quella maggiormente preferita. Relativamente agli importi, aumenta la quota di domanda nelle fasce basse.

«La tendenza a chiedere mutui con una durata più lunga e importi più contenuti - spiega Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di Crif - rappresenta un’ulteriore conferma della cautela che sta caratterizzando il comportamento delle famiglie».

Quanto alla Toscana, «è difficile dare una spiegazione puntuale delle dinamiche rilevate nelle diverse province, in quanto indubbiamente incidono anche fattori prettamente locali. Possiamo però ritenere che la debolezza della domanda di finanziamenti per l'acquisto di immobili sia sicuramente ascrivibile all'estrema prudenza adottata dalle famiglie, in questa fase di congiuntura economica negativa, soprattutto a causa delle pesanti incertezze che stanno caratterizzando il mercato del lavoro e condizionano le dinamiche dei redditi. In altre parole, le famiglie si stanno comportando come "formiche", rinviando gli acquisti di beni durevoli e l'investimento per la casa, in attesa di momenti più propizi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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