Lutto
I Cantieri nuovo polo nautico nazionale
Il gruppo che sta rilevando lo stabilimento ha in programma altre acquisizioni di aziende nell’area dei Navicelli
PISA. Ultimi metri di una maratona lunga nove mesi. Il traguardo ora è finalmente davanti agli occhi per i 61 lavoratori dei Cantieri navali di Pisa. Dita incrociate per lo sprint decisivo. Ma l’atmosfera è assai più tranquilla. Si sorrideva ieri mattina, nella sede della Cgil, dove il sindacato ha convocato una conferenza stampa alla quale hanno partecipato gli stessi lavoratori. «E’ stato raggiunto l’accordo tra il liquidatore e il gruppo che intende acquisire i Cantieri», ha confermato il segretario della Cgil, Gianfranco Francese.
Poi a Firenze, nel palazzo della Regione, un paio di ore più tardi si è tenuto il tavolo convocato dall’assessore Gianfranco Simoncini, con Comune e Provincia - presenti il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore Giuseppe Forte; il presidente Andrea Pieroni con gli assessori Anna Romei e Graziano Turini- oltre al sindacato. E c’era soprattutto il liquidatore del gruppo Baglietto (di cui fanno parte i Cantieri), il ragionier Federico Galantini. Alla fine del vertice, in una nota, Simoncini dichiara: «Una conclusione positiva che crea le condizioni per una rapida ripresa dell’attività e il ritorno al lavoro di tutti i dipendenti».
Le concessioni. Ora questi accordi vanno formalizzati. I lavoratori tengono ancora in frigo lo spumante per brindare. Il liquidatore, si legge ancora nel comunicato emesso dalla Regione, «ha annunciato che nei prossimi giorni sarà in grado di stilare il preliminare per la cessione di ramo di azienda ad un nuovo soggetto del settore della nautica che intende rilanciare il cantiere e che si impegna a riassorbire tutti gli addetti».
Gli aspetti in ballo restano diversi. E così Simoncini aggiunge: «E’ opportuno che ora il confronto prosegua in sede locale per verificare il piano industriale, con il pieno coinvolgimento di Provincia e Comune, insieme alla società Navicelli, per la questione delle concessioni». Rispetto a quest’ultima Francese ribatte: «Ognuno deve svolgere il proprio compito: penso che nel frattempo le istituzioni abbiano approfondito per arrivare all’ora X con la soluzione». I deputati del Pd Maria Grazia Gatti, Paolo Fontanelli ed Ermete Realacci, insieme al segretario provinciale dei democratici Francesco Nocchi, scrivono: «Se come sembra gli acquirenti possono offrire un impegno certo su un piano industriale credibile e il mantenimento dei livelli occupazionali, siamo sicuri che anche gli altri problemi saranno rapidamente superati». Filippeschi: «Vogliamo ora conoscere gli acquirenti, la natura delle società che concorrono all’intesa e le capacità di investimento che stanno alla base dell’impegno imprenditoriale».
I programmi. L’accordo tra il liquidatore e il gruppo del nord Italia (in partnership con un fondo di investimento inglese) è stato trovato a metà strada, tra la richiesta di 10,3 milioni di euro e l’offerta iniziale di 8,5.
Ma anche al tavolo regionale il nome del gruppo è rimasto nascosto. Non così le sue intenzioni, che sono quelle di creare in darsena un polo nazionale della nautica. «Hanno intenzione - ha detto Francese - di fare altre due o tre acquisizioni nell’area dei Navicelli», riferendosi ad aziende del settore già insediate lungo il canale e sul mercato. L’idea sarebbe quella di mettere tutto sotto il marchio Cantieri di Pisa, «portando nei capannoni lavorazioni ora all’esterno», puntualizza ancora il segretario provinciale della Cgil. E in più si punterebbe a dare slancio e spazio all’artigianato legato alla nautica, sviluppando gli scafi in alluminio oltre che in vetroresina.
In Darsena dunque, nonostante la congiuntura economica difficile, gli interessi si mantengono alti e assicurano soluzioni per i gruppi alle prese con problemi. E’ successo con la Fashion Yachts, cui è subentrato l’Ecology Group (quello del recente varo di un’imbarcazione di 70 metri), una società che si dice molto attiva in ambito pisano. Adesso si proverà a far ripartire l’attività nei Cantieri in tempi rapidi, «magari - dice la Cgil - già da febbraio».
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