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Pisa

Fuori dal patto di stabilità ma con 10 milioni investiti

Fuori dal patto di stabilità ma con 10 milioni investiti

Il sindaco di S. Giuliano spiega i motivi che hanno spinto a non rispettare i vincoli: «Vendite di immobili e operazioni vengono bloccate dalla crisi economica»

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di Giovanni Parlato

SAN GIULIANO

Alla fine non è rimasto altro che uscire dal patto di stabilità. Con le opposizioni che hanno colto l’occasione per parlare di “commissariamento e “conti sbagliati”.

Taglio stipendi. Ma il sindaco del Partito democratico Paolo Panattoni, 50 anni, dipendente del Monte dei Paschi di Siena in aspettativa, non ci sta. Lui, che per fare il sindaco, ha rinunciato ad una bella fetta di quanto prima guadagnava «perché l’idea di fare qualcosa per il mio territorio mi ha sempre appassionato». E Panattoni, sindaco per passione, nel 2011 ha guadagnato netti 2.300 euro al mese e nell’anno da poco cominciato dovrà lavorare con un assegno a fine mese di 1.600 euro, poiché il suo stipendio (come quello degli altri amministratori e le indennità ai consiglieri) è stato ridotto del 30% proprio a causa dell’uscita dal patto di stabilità.

La riduzione di stipendio non è l’unico aspetto del “deragliamento” dai binari imposti dallo Stato. Ci sarà una riduzione del 3% dei trasferimenti statali, il divieto di contrarre mutui, il divieto di assunzioni. Tutte misure che decadranno alla fine del 2012.

Parametri saltati. «Essere fuori da patto non vuol dire che abbiamo debiti fuori bilancio», chiarisce il sindaco il quale si è trovato a fare i conti con una finanziaria dopo l’altra che «hanno cambiato le regole strada facendo. Mentre noi programmavamo un intervento, venivano introdotti altri parametri più restrittivi. Inoltre, la crisi finanziaria che si è delineata ad agosto ha mutato il mercato immobiliare dove stavamo intervenendo con la vendita di una parte del nostro patrimonio immobiliare e ha bloccato le operazioni di “lease-back” con cui avremmo dovuto autofinanziarci. Tutte operazioni, come l’ex albergo Terme, già approvate dal consiglio comunale e inserite nel bilancio preventivo 2011».

Le scelte. Di fronte a questo quadro, Panattoni ha fatto le sue scelte: mantenere i servizi, non rinviare il pagamento dei fornitori del Comune per una cifra di 3,7 milioni di euro, pareggio di bilancio per Geste entro il 2012. «Tuttavia - spiega Panattoni - abbiamo cercato di tenerci all’interno del patto con la vendita delle farmacie». Ma non è bastato e ricordiamo che il patto di stabilità incide sui pagamenti della parte che riguarda gli investimenti.

Investimenti programmati e già stanziati, nel 2102, per circa dieci milioni di euro: manutenzione delle strade, costruzione di parcheggi, ristrutturazione di marciapiedi tanto per citarne alcuni. E il Comune, per l’ultimo recupero dello stabilimento termale dovrà anticipare 3 milioni e 400mila euro per poi essere rimborsato dall’Unione europea. Inoltre, il decreto “Salva-Italia” toglierà 2milioni e mezzo a cui si aggiungeranno altri 500mi la euro dai tagli ai trasferimenti per l’uscita dal patto di stabilità. In totale, 3 milioni di euro che mancheranno all’appello.

Cosa fare. Non è escluso un aumento dell’addizionale Irpef e, secondo le liberalizzazioni del governo Monti si dovrebbe andare verso le privatizzazioni di servizi a rilevanza economica. Fra questi, ci sono gli scuolabus e le mense.

Panattoni, sindaco per passione, sente quanto il suo desiderio di sviluppare il territorio si sta scontrando con tagli statali e spread non programmati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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