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Pisa

Alla Misericordia i 63 dipendenti ancora senza paga

Alla Misericordia i 63 dipendenti ancora senza paga

La protesta del personale: prima hanno pagato i mutui ma noi aspettiamo la paga da più di una settimana

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di Candida Virgone

PISA

Non c’è pace per la Misericordia. I 63 dipendenti infatti aspettano ancora lo stipendio di dicembre, mentre il mese di gennaio volge alla fine. E protestano. Avrebbero dovuto riscuotere il 10, ma in cassa non ci sarebbero per ora i fondi necessari. Il commissario che sta cercando di salvare la barca, il dottor Stefano Ragghianti, ha ammesso: «Ci sono delle difficoltà, ma speriamo di superarle presto. A breve avrò un incontro con i sindacati». E pare che l’incontro, che si sarebbe dovuto tenere a giorni, forse slitti alla prossima settimana. «Intanto - dicono i dipendenti - pare che sia stata data priorità al pagamento di scadenze di mutui ed altri impegni. Abbiamo riscosso, come si sa, dopo tante palpitazioni, novembre e al 30 dicembre sono riusciti a darci la terdicesima, ma degli stipendi di dicembre per il momento neanche l’ombra. E a complicare la situazione pare che sia intervenuta anche la questione della messa in liquidazione coatta della Cooperativa La Fratellanza, che avrebbe chiesto ed ottenuto dei pignoramenti. Forse sono proprio i pignoramenti a creare una serie di difficoltà sul bilancio già funestato da un buco milionario dell’antica confraternita. E non è tutto. A tenere in fermento il personale sarebbe anche la situazione delle buste paga. Secondo alcuni, da settembre, sulle cedole non compaiono più la quota di pagamento dei contributi che spetta all’azienda e quella per il tfr, trattamento di fine rapporto. Un controllo incrociato con i dati dell’Inps, secondo alcuni dipendenti, avrebbe portato a questa convinzione. Ma si tratta di voci che uffiacialmente non trovano ancora conferme.

«Con gli stipendi siamo un po’ in ritardo - ha ammesso Ragghianti - ma stiamo continuando a lavorare».

Intanto, secondo i soliti beneinformati, è quasi pronto il piano che dovrebbe ristrutturare l’azienda, lo studio atteso in particolare dalle banche chiamate al capezzale del malato. Il piano di ristrutturazione che potrà traghettare la società di volontariato fuori dalla tempesta parte dal precedente progetto, quello presentato dallo studio pisano Falorni, per approfondire alcune possibilità, soprattutto sul potenziamento dei servizi, e sarà firmato da Ragghianti e dalla task-force che ha chiamato a lavorare al suo fianco. La squadra del Monti pisano, forse anche per motivi di opportunità, di pisano non ha nulla: è composta da Giancarlo Staderini, direttore della Misericordia di Montecatini, che, per il momento informalmente, ha tappato la falla della direzione, la cui poltrona è riasta vacante da maggio, da quando è andato via Dino Dringoli; e ancora da una personalità dell’ambiente, l’avvocato fiorentino Alberto Corsinovi, presidente della conferenza regionale della confraternita; dal direttore della conferenza regionale, Andrea Del Bianco, fiorentino; per l’amministrazione da Claudia Barsanti, di Lido di Camaiore; per volontariato e attività tipiche da Aldo Intaschi, anche lui proveniente dalla confraternita del Lido.

Sui conti viene mantenuto ancora il più stretto riserbo. C’è chi parla di 7 milioni di euro, chi di molto di più, una cifra che oscilla fra gli 11 e i 15. Quel che è certo è che il buco esiste e rischia di gettare alle ortiche sette secoli di storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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