Il Tirreno

Pisa

«Roberta non sarebbe andata via così»

di Candida Virgone
«Roberta non sarebbe andata via così»

Intervista al marito della signora svanita nel nulla. I dubbi sui possibili effetti di una caduta di qualche giorno prima

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PISA. «Un comportamento anomalo, lontanissimo dalle abitudini di mia moglie». Antonio Logli non sa spiegarsi cosa possa essere accaduto a Roberta Ragusa, 44 anni, svanita nel nulla nella notte fra venerdì e sabato a Gello di San Giuliano.

Domenica al figlio appena adolescente della donna, che aveva lanciato un appello su facebook e creato un gruppo di ricerca che ha già 1440 adesioni, qualcuno aveva riferito di averla vista in una stazione di servizio lungo la Firenze-Mare, all’altezza di Peretola.Una segnalazione tutta da confermare, a cui solo la visione dei filmati della videoservegliaza dell’area, non ancora ultimata, potrà dare una risposta. Indagini a 360º, a questo punto, per i carabinieri della Compagnia di Pisa diretti dal colonnello Gianni Fedeli e coordinati dal pm Aldo Mantovani. L’ipotesi da cui è partita l’inchiesta era quella di un allontanamento volontario dovuto ad uno stato di malessere fisico: Roberta infatti pochi giorni prima era caduta malamente battendo la testa.

«Eravamo a casa - racconta Antonio - e stavamo sistemando in soffitta le scatole con gli addobbi natalizi. Lei è scivolata dalla scala su cui era salita mentre io le porgevo i pacchi, è caduta a terra ed ha battito la testa procurandosi un bernoccolo». La donna aveva accusato leggeri mal di testa ed era stata visitata dal medico di famiglia, ma il suggerimento di rivolgersi al pronto soccorso per esami più mirati era caduto nel vuoto. «La caduta - aggiunge Antonio - risale a martedì mattina». a ricostruire le ultime ore in cui è stata vista la moglie è lui, raggiunto ieri mattina nell’autoscuola che dirige con Roberta, la Futura, posta in via Dini, la stessa via in cui la coppia vive con i due figli, una bambina di 10 anni ed un ragazzo di 14, studente del ginnasio Galilei. «Quella sera - ricorda - eravamo tutti a casa. Roberta si era messa il pigiama rosa, ed era già in ciabatte. Noi siamo andati a dormire, lei è rimasta per sbrigare piccoli lavori di casa. Doveva raggiungermi poco di lì a poco».

Il mattino dopo il letto appariva disfatto, come se qualcuno ci avesse dormito, ma Antonio non sa dire se c’era stata Roberta o la bambina, che spesso di notte raggiunge i genitori nel lettone: «Dormivo, non saprei dire se sia venuta a letto o meno. Ho scoperto che non c’era la mattina dopo, alle sette meno un quarto. La porta di casa, che avevo chiuso a chiave, era stata aperta e la chiave era rimasta lì. Sembrava che Roberta fosse uscita, richiudendola dietro di sè». La donna sarebbe andata via senza borsa, senza documenti, senza soldi, e dall’armadio, dicono i familiari, non mancano abiti. Il timore è che in preda all’emicrania o colta da un’amnesia sia uscita di casa e possa essersi persa. Le ricerche, proseguite per tutta domenica e tutto ieri anche con le unità cinofile, non hanno dato alcun risultato. Come vano è stato l’ascolto di autisti di bus, ferrovieri, vicini o la perlustrazioen delle sponde del vicino Fiume Morto dove la donna potrebbe essere caduta. «Mia moglie - dice però Antonio - non era in perfetta forma, ma non stava neanche malissimo». Un vero giallo, che si infittisce con il passare delle ore: un particolare purtroppo fa pensare al peggio, perché una madre non si allontana così dai suoi figli a meno che non sia costretta da qualcuno. Può anche darsi che la donna, sentiti rumori fuori, sia uscita a vedere, cadendo in balìa di qualcuno che la trattiene contro la sua volontà. Il giallo comunque è tutto in quelle sei ore e mezza in cui Roberta è stata inghiottita dal nulla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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