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Pisa

Il tesoro dell’Università

Il tesoro dell’Università

Un patrimonio immobiliare che ammonta a 600 milioni tra edifici e terreni

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di Giovanni Parlato

PISA

Sono numeri da capogiro. L’università detiene immobili che hanno un valore patrimoniale di 600 milioni di euro. Gli immobili occupano una superficie coperta di 400mila metri quadrati e sono, dal più piccolo al più grande, ben 186. A questi si sommano quindici terreni che occupano uno spazio di 1.400 ettari che equivalgono a 14 milioni di metri quadrati.

I costi. Amministrare questo patrimonio è molto oneroso dal punto di vista della manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ogni anno, il rettorato spende milioni su milioni. Nel 2011 sono stati spesi 5 milioni e 100mila euro e nel bilancio preventivo del 2012 il consiglio d’amministrazione ha programmato una spesa di oltre 7 milioni per la manutenzione straordinaria e di 5 milioni per quella ordinaria portando la spesa complessiva ad oltre 12 milioni.

Ma non ci sono soltanto queste spese: i tanti immobili storici devono essere adeguati alle nuove normative di sicurezza anti-incendio per cui è prevista una spesa di 18 milioni di euro. Se a questa cifra aggiungiamo anche il costo per le costruzioni si arrivano a toccare i 33 milioni e 450mila euro.

Le priorità. «È chiaro che con un patrimonio così vasto occorre una strategia e di conseguenza è necessario predisporre un piano delle priorità in base a regole semplici, ma che vanno rispettate», afferma Sandro Paci, prorettore all’edilizia e professore di impianti nucleri alla facoltà di Inegneria. «La priorità - spiega il prorettore - va data alla sicurezza del lavoro, in cui rientra il piano anti-incendio, all’incolumità pubblica». «Quindi, successivamente, si guarda alla conservazione e valorizzazione del patrimonio», aggiunge Maria Luisa Cialdella, responsabile dell’ufficio manutenzione e servizio prevenzione e protezione del rettorato.

I soldi in cassa. Per realizzare questi interventi, servono soldi e ne servono tanti. Il bilancio di previsione del 2012 dell’Università di Pisa è di 420 milioni di euro. L’università è l’ente che gestisce il maggior volume fra entrate e uscite in tutta la città: basti pensare che il bilancio di previsione del Comune di Pisa 2012 è di circa 225 milioni, quindi più o meno la metà.

Dallo Stato, ovvero dal Fondo di finanziamento ordinario arrivano 200 milioni di euro (per la precisione 199), mentre dalle tasse degli studenti arriva il 20%, ovvero 40 milioni di euro. Il resto del bilancio è frammentato in altre voci. È da questo bilancio che il rettorato “prende” i soldi necessari per le manutenzioni e ristrutturazioni.

113 ascensori. «Interveniamo in continuazione e soltanto per la spesa ordinaria quest’anno spenderemo 5 milioni», afferma Maria Luisa Cialdella che fa un semplice esempio: «Gli ascensori nei nostri edifici sono 113 e tutti vanno mantenuti in piena efficienza e sicurezza». E il prorettore Paci aggiunge: «I nostri interventi non sono semplicemente una ristrutturazione fine a se stessa. Nel nostro patrimonio ci sono immobili vincolati dalla Soprintendenza che hanno un enorme valore architettonico e storico. Un lavoro di manutenzione o di ristrutturazione di un ambiente della Sapienza o della Certosa di Calci o dello stesso Palazzo alla Giornata che ospita la sede del rettorato è un’opera di conservazione per le generazioni future di studenti e docenti».

Archiviazione dei beni. Il professore Sandro Paci, con orgoglio, dice che «di recente la commissione tecnico amministrativa ha fatto un gran lavoro. Per ogni immobile che ci appartiene ha redatto una scheda in cui è stato registrato ogni dato e la sua storia compresa anche una stima del valore patrimoniale che serve a quantificare complessivamente il bilancio patrimoniale dell’ateneo che ammonta a 600 milioni di euro».

«E il valore patrimoniale di ogni immobile - aggiunge Maria Luisa Cialdella - è stato eseguito considerando l’attuale valore di mercato, lo stato di manutenzione, la collocazione in città e la destinazione d’uso».

Controlli. Proprio perché i beni immobiliari sono tanti e compessi, quotidianamente vengono eseguiti controlli sugli stabili per verificare il loro stato ai fini della sicurezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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