Sicurezza
Addio dopo 40 anni a clinica ortopedica
Trasloco a Cisanello con festa finale e lacrime di commozione per il professor Giulio Guido
PISA
«Confesso che sabato sera, durante la festa fatta per celebrare mezzo secolo di attività ortopedica a Pisa, mi sono commosso e mi sono venute le lacrime agli occhi. Ho pianto. Quando, alla fine di tutto, ho chiuso la porta della clinica, è come se avessi chiuso la porta di casa mia. E’ un capitolo della tua vita che si chiude per sempre».
È commosso Giulio Guido, direttore della clinica ortopedica 2, che la scorsa settimana ha ultimato il trasloco dalla vecchia sede del Santa Chiara alla nuova di Cisanello, dove si era già trasferita e fine 2011 la clinica diretta da Michele Lisanti.
«Chiariamoci - aggiunge - la nuova sede è bellissima: non siamo ancora attivi al 100%, per ora funziona però il day hospital, mentre saremo a regime entro lunedì prossimo anche con ambulatori e sale operatorie. I posti-letto sono gli stessi di prima, 29. Ora - aggiunge - della nostra specialità al Santa Chiara sono rimasti solo l’ambulatorio ed il corso di laurea in podologia».
Nel vecchio ospedale nel cuore della città restano ancota psichiatria, il dipartimento materno-infantile (cioè pediatria e ginecologia), la chirurgia plastica e gli amministrativi che prima erano nello stabile di via delle Gondole.
«I pisani - conclude il professor Guido - non potranno più dire che vanno “da Paltrinieri”, la clinica fondata nel 1960, dove io arrivai specializzando, a 26 anni, nel 1973».
Alla festa di addio al Santa Chiara, sabato sera, nella clinica c’erano tutte le vecchie glorie dell’ortopedia pisana, Piergiorgio Marchetti, Ceccarelli, Giannini, Marcacci, Faldini, tanti medici che a Pisa si sono formati ma che oggi lavorano fuori, infermieri e personale in pensione, tutti venuti a chiudere un capitolo della storia della medicina all’ombra della torre.
Il professor Guido ha voluto organizzare una cena per ricordare un avvenimento epocale : l’evento si è svolto a l terzo piano della vecchia clinica, oggi rimasta completamente vuota.
Un pezzo di storia della città che si chiude per sempre, un’attività che rinasce nel nuoco polo di Cisanello, nella cittadella medica che oggi costituisce il fiore all’occhiello della sanità regionale.(c.v.)
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