Italia
Cinema, lo schermo rimane vuoto
Lumiere e Multisala Ariston sono ancora abbandonati, in città lo stesso numero di sale che a Pontedera
di Carlo Venturini
PISA
Pontedera ha le stesse sale cinematografiche di Pisa che però ha parecchi abitanti in più e 45mila studenti. Dopo la chiusura del Lumière avvenuta un anno fa e dopo che ben 5 anni orsono chiuse anche l’Ariston di via Turati, Pisa, città votata alla cultura, si trova in asfissìa di sale cinematografiche che sono appena dieci come quelle aperte a Pontedera.
A Calci e a Vecchiano inoltre non ci sono vere sale cinematografiche mentre su tutto il litorale pisano c’è solo un centro culturale per giovani e bambini che ogni tanto proietta qualche film.
Il male è che al posto di quei due cinema, il Lumière e l’Ariston, non si sta facendo un bel niente. E l’Arsenale, altro cinema storico a rischio di chiusura l’anno scorso, ha davanti a sé un 2012 caratterizzato dalla crisi “ordinaria” di cui soffrono le sale cinematografiche.
Il Lumière, in vicolo del Tidi e quindi in pieno centro storico, era il più antico cinema italiano inaugurato nel 1905 col nome di Primario cinematografo Lumière. Nel 2004 fu rilevato dalla società Lumière che lo riportò agli antichi splendori per poi doversi inchinare allo strapotere della distribuzione e dei multisala.
«Ho ancora tutte le attrezzature dentro - dice il vecchio gestore Alberto Gabbrielli - come lo schermo, le poltrone, le casse e quindi vuol dire che la proprietà non ci sta ancora facendo niente». Stando ad alcune indiscrezioni, sembrerebbe che lì, una cordata di imprendiotri locali, voglia fare una sorta di cafè-chantant alla stregua del Teatro del sale di Firenze. Fatto sta che il Lumière è sprangato. La storia dell’Ariston è ancora più triste perché fu inaugurato dallo stesso Vittorio Cecchi Gori e fu un evento per la città avere uno dei primi multisala italiani. Nel 2005, l’Ariston chiude e dopo poco, sulla scena compare una cordata di costruttori laziali che avrebbero voluto ricavare nell’immobile una decina di appartamenti, uffici e su interessamento da parte del Comune anche qualche posto auto. Niente di niente. L’unico segno di vitalità è stato dato da alcuni studenti e precari che lo occuparono in un paio di occasioni. La questione dell’Ariston è tutta ferma anche perché di mezzo c’è la querelle giudiziaria del fallimento del gruppo Cecchi Gori.
«Pisa non eccelle per offerta di sale cinematografiche - dice Gabbrielli - ed è un vero peccato perché la domanda ci sarebbe visto l’altissimo numero di studenti e giovani e so che Pontedera riesce a rosicare un bel po’ di clientela a Pisa». Gabbrielli è anche il titolare dell’Arsenale e dice: «Quest’anno abbiamo superato la crisi che ci portò sulla soglia della chiusura nel 2011 ma non vorrei essere ciecamente ottimista visto che la crisi del settore c’è ancora sia per cinema d’essai come il nostro ma anche per le multisala visto che hanno costi di gestione molto alti». Ciò che è certo è che una città universitaria dovrebbe non lesinare sull’offerta di film ed infatti nel questionario inviato dall’Ateneo ai suoi studenti si chiede di valutare l’offerta culturale della città, ed i cinema hanno un ruolo non secondario ai teatri, alle discoteche ed alle librerie e biblioteche pubbliche o private. Inoltre è veramente uno spreco lasciare al degrado totale gli oltre mille metri quadrati dell’ex cinema Ariston, in pieno centro storico.
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