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Pisa

Tanti gli aspetti ancora da chiarire

Tanti gli aspetti ancora da chiarire

La battaglia del sindaco e degli Amici dei Musei per far decollare il progetto

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PISA

All’inizio della prossima settimana il sindaco Marco Filippeschi sarà a Roma, nella sede del ministero dei Beni culturali, per affrontare con il sottosegretario Cecchi tutte le questioni aperte sul Museo. Un’iniziativa che Il Tirreno sostiene ed appoggia a fronte di un progetto che ancora non decolla e che, di conseguenza, rappresenta uno spreco.

Il sindaco. «E’ mia intenzione chiedere rassicurazioni sul Museo e sulle volontà circa la sua realizzazione», ci aveva detto il sindaco aprendo questa nuova fase della battaglia per dare al Museo delle navi un presente, nel senso di un’apertura che rispetti i tempi indicati (il 2014), e un futuro (i necessari fondi per la gestione). Ecco le altre frasi significative pronunciate da Filippeschi: «Un progetto di Museo non è mai stato presentato alla città, al mondo culturale, della storia e dell’archeologia. Vogliamo certezze mai date in passato. E allora mi domando: i 2 milioni di euro stanziati (gli altri 2 sono per gli scavi) sono sufficienti per fare il Museo o no? E quanto tempo serve ancora? Chiederemo che il ministero attivi un comitato scientifico che valuti lo stato e le prospettive del progetto. Occorre un cronoprogramma che fissi gli impegni di tutti. Il ritrovamento è la dimostrazione del ruolo centrale svolto per lunghissimo tempo dalla nostra città nel Mediterraneo, una sorta di “ponte” in senso culturale, economico e delle relazioni che Pisa può vantare ancora oggi».

Amici dei Musei. L’associazione Amici dei Musei, attraverso il suo presidente Mauro Del Corso, aveva promosso la petizione che, all'inizio del 2011 e con il sostegno del nostro giornale, era riuscita a raccogliere quasi 3mila firme per richiedere l'inserimento del sito archeologico di San Rossore nella lista dell'Unesco come luogo patrimonio dell'umanità. «Noi siamo pronti a sostenere ogni iniziativa che miri alla valorizzazione del sito e del Museo», ci ha ribadito Del Corso. Che intervenendo nel dibattito che abbiamo rilanciato ha detto tra l’altro: «Occorre contestualmente puntare, da un lato, alla realizzazione del Museo; e, dall'altro, alla gestione dello stesso. Se anche si riuscisse a sbloccare il Museo ci si deve chiedere subito: chi lo gestisce? Di chi sarà la proprietà? Il rischio che dobbiamo scongiurare è che si trasformi in una cattedrale nel deserto. Dovrà essere un museo predisposto come luogo della società e della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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