Sicurezza
Marina, i pescatori vogliono un’area per le loro barche
Il Comune ha chiesto una soluzione al Parco di San Rossore Garzella (Pdl): «Quest’attività economica va sostenuta»
MARINA
Fare il pescatore è già un lavoro difficile di per sé, se poi manca anche l'approdo diventa quasi impossibile. I 12 pescatori professionisti marinesi che ormeggiano le loro barche in golena d'Arno, ogni sei anni oltre a rinnovare a licenza di pesca, devono richiedere alla Provincia anche il rinnovo per l'approdo. E qui nascono le difficoltà. La zona è sotto vincolo paesaggistico e secondo il piano di gestione del Parco, si possono mantenere solo gli attracchi esistenti.
«Farci riconoscere l'attracco è difficile - afferma Paolo Bortoletti -. Io mi sono messo in proprio nel 2001 e da allora cerco una collocazione. Sono pescatore professionista, ho tutto in regola e fino al 2001 ho lavorato su altre barche. In totale sono circa vent'anni che faccio questo lavoro. Al momento, con la mia barca non sono collocato da nessuna parte. Avrei l'approdo vicino alla curva delle tre buche sul viale D'Annunzio e mi è arrivata una lettera sia dal Parco che dalla Provincia dove mi dicono di rimetterlo tutto a posto, ma per me è decisamente scomodo - spiega il pescatore -. Da lì sono lontano tre miglia dalla foce, tra andata e ritorno diventano sei. Ho cercato in qualche rimessaggio, ma a parte i costi, che sono tra i 1400 e i 1700 euro l'anno, non è una soluzione fattibile. Non è possibile mettere le reti con cui si è appena pescato vicino a delle barche da diporto. Gli odori non sono invitanti e in tutti i porticcioli turistici le barche da pesca sono separate da quelle da diporto. L'approdo che dovrei rimettere a posto è di 18 metri per 6, me ne basterebbe anche uno più piccolo».
Altri pescatori invece, anche se hanno l'approdo, per raggiungerlo devono passare attraverso una proprietà privata e, se non c'è una servitù di passaggio, è necessario trovare degli accordi con i proprietari e non è sempre facile. Un sistema ci sarebbe per arrivare agli attracchi: utilizzare i passi a mare che si trovano sul viale D'Annunzio ogni 200 metri. Ma molti di questi sono stati invasi dalla vegetazione e altri invece sono stati occupati abusivamente da ignoti che hanno messo dei cancelli impedendo così di raggiungere gli attracchi sul fiume. Insomma, una situazione complessa che ha indotto i pescatori a portare il problema all'attenzione della seconda commissione di controllo e garanzia dove siedono i rappresentanti di tutte le forze politiche comunali. Ne è nato un documento votato all'unanimità da inoltrare a Parco e Provincia in cui viene chiesto di individuare nella golena d'Arno un'area per la pesca, magari anche con la possibilità di vendita al dettaglio.
«Noi abbiamo avuto un incontro con il Parco - spiega Giovanni Garzella, Pdl, presidente della seconda commissione - e abbiamo spiegato la questione al presidente che ci ha chiesto la documentazione. Partiamo dall'idea che se ci sono delle aree ad orto e per la nautica sarebbe giusto individuarne una anche per la pesca. Incentiverebbe la filiera corta e sarebbe un valore aggiunto per il Parco. Dato che questo documento è stato votato da tutte le forze politiche e messo anche all'ordine del giorno in consiglio comunale, assume una valenza politica. I tecnici devono trovare una soluzione partendo da questo presupposto».
Donatella Lascar
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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