Sicurezza
Un mese di lavoro per scavare il buco con un ferro
PISA Sarebbe durata poco meno di un mese l’opera di scavo portata avanti da due detenuti che nella notte fra domenica e lunedì hanno messo in atto un’evasione dal carcere Don Bosco. Per scavare il...
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Sarebbe durata poco meno di un mese l’opera di scavo portata avanti da due detenuti che nella notte fra domenica e lunedì hanno messo in atto un’evasione dal carcere Don Bosco. Per scavare il buco nel muro di pietra che collega alcune celle del centro clinico con l’esterno, i due detenuti, Francesco Azzaro, 40 anni, campano, che è riuscito a scappare, e Mounir Boughera, 27 anni , marocchino, rimasto vittima di un lenzuolo spezzato e finito a terra con la gamba sinistra rotta, avrebbero usato un pezzo di ferro staccato da una branda e usato come attrezzo. Ieri mattina, nel centro traumatologico di Cisanello, Boughera è stato operato dal professor Giulio Guido. Poi è stato riaccompagnato al centro clinico. Insieme ai due al momento dell’evasione c’erano ricoverati nella stessa cella altri tre detenuti, non malati gravi, uno dei quali sarebbe stato dimesso il giorno dopo. Mercoledì il dottor Francesco Cacini, direttore dell’ufficio ispettivo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha compiuto un sopralluogo nel carcere Don Bosco al rientro da una missione a Bologna. L’inchiesta del Dap procede di pari passo con quella che sta svolgendo la procura di Pisa, diretta dal pm Annarita Coltellacci.
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