Sicurezza
Un altro processo ai fantasmi vittima e aguzzino irreperibili
PISA È un processo ai fantasmi, un processo che se anche arrivasse a sentenza renderebbe giustizia forse solo alla morale e a nessun altro. È quello che si è aperto mercoledì in tribunale a carico di...
PISA
È un processo ai fantasmi, un processo che se anche arrivasse a sentenza renderebbe giustizia forse solo alla morale e a nessun altro. È quello che si è aperto mercoledì in tribunale a carico di un macedone accusato di lesioni gravi: aveva infatti massacrato di botte la ex moglie, la quale poco dopo aveva perso il bambino che portava in grembo. Ma c’è un ma: sia la presunta vittima, che si era anche costituita parte civile, quanto il suo aggressore sono da tempo irreperibili. Tornati in Macedonia, di loro si è persa ogni traccia. Sarà così difficile, anche per i giudici, ascoltare le testimonianze più importanti, quelle dei diretti interessati. Una situazione che si ripete spesso, soprattutto con gli stranieri e i nomadi, umanità emarginate per le quali integrazione e inserimento nel tessuto sociale restano un miraggio.I fatti risalgono al 2009 ed avvennero a Montecatini Val Di Cecina. Il dibattimento è in corso davanti al secondo collegio, presieduto da Luca Salutini con a latere Leonardo Degl’Innocenti e un got, data l’applicazione del giudice D’Auria all’ufficio del gip. E così, a rallentare il passo di una giustizia già lumaca, non bastano le carenze di organici e fondi, ma ci si mettono anche i processi ai fantasmi. Clamorosi in questi anni sono stati quelli a carico di una banda di albanesi che sfruttava bambini e invalidi in tutta la Toscana costringendoli all’elemosina, ma anche ad un padre accusato di aver massacrato di botte davanti a tutti il figlio che non aveva tirato su abbastanza con l’accattonaggio. Anche qui vittime ed aguzzini erano svaniti nel nulla.
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