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Rebeldìa, spunta l’ipotesi dell’assegnazione diretta

Rebeldìa, spunta l’ipotesi dell’assegnazione diretta

E intanto i disobbedienti si costituiscono formalmente in associazione Il cartello cambia nome e si ribattezza con quello di “Pisa meticcia”

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«Chi devo chiamare quando voglio parlare con l’Europa?», chiedeva Henry Kissinger più di vent’anni fa. Da mercoledì Rebeldìa ha un “numero di telefono” e aggiunge un altro tassello verso l’eventuale assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano.

Parafrasando la celebre domanda del Segretario di stato americano, il Comune ha sempre chiesto a Rebeldìa di costituirsi formalmente come associazione, per avere un interlocutore certo: finora era stata “solo” un cartello di oltre trenta sigle; da oggi si chiama “Pisa Meticcia” e ha come presidente Mariangela Priarolo.

Non è l’unica novità: nell’incontro del 4 gennaio tra ragazzi e amministrazione, quest’ultima aveva chiesto un supplemento di materiale alla memoria giuridica con cui Rebeldìa dimostrava che, dopo la gara andata deserta per l’area vicino al Palasport, il Comune poteva passare a trattativa privata. Gli (ex) disobbedienti, ora meticci, hanno prodotto la documentazione e gli uffici tecnici comunali la stanno valutando. Ne ha chiesto conto ieri, in consiglio comunale, Filippo Bedini (Pdl): «In molteplici occasioni l’assessore alle politiche sociali ha rassicurato la città sul fatto che l’area di proprietà del Comune non verrà mai assegnata per via diretta. Ora cosa intende fare l’amministrazione?». L’assessore Maria Paola Ciccone ha replicato: «Confermo che finora abbiamo sostenuto che l’assegnazione diretta non era praticabile e che abbiamo seguito un percorso lineare e trasparente. Ne è prova la totale assenza di ricorsi». Ma c’è un fatto nuovo: la memoria giuridica presentata da Rebeldìa. Ciccone racconta gli approfondimenti in corso e descrive i due possibili scenari: se gli uffici danno parere negativo, si resta sull’idea di un nuovo bando pubblico. Al contrario, se i tecnici dicono sì, «ci sarà un ulteriore passaggio politico nelle sedi istituzionali». Rebeldìa, di solito diffidente, non la interpreta come una mossa per prendere tempo.

Ma addirittura commenta: «Prendiamo atto del gesto di responsabilità».

Bedini, invece, non è soddisfatto: «Credo che se ci fosse l’assegnazione, l’assessore dovrebbe ripensare il suo ruolo». Non solo reazioni politiche. Università, Dsu e Provincia rinnovano l’impegno per cinque anni a versare al Comune 15mila euro annui ciascuno per favorire la soluzione della vicenda.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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