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Tre distributori in meno e Carburanti Pisa trasloca

Tre distributori in meno e Carburanti Pisa trasloca

In provincia di Pisa gli impianti di carburante sono 208; solo due sono le così dette “pompe bianche”

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PISA. Con la benzina alle stelle, i gestori di carburante sono ormai tutti i giorni nell'occhio del ciclone.

«Con i gestori – dichiara il coordinatore provinciale della Faib, Adriano Rapaioli – che sono l'anello più debole della catena». In provincia di Pisa gli impianti di carburante sono 208; solo due sono le così dette “pompe bianche”, impianti in cui il carburante costa meno non avendo nessun legame con una compagnia. Il più famoso è sicuramente quello di Sant'Ermete.

Carburanti Pisa trasloca. L'impianto di via Emilia, non a caso è quasi sempre preso d'assalto con intralcio al traffico in entrambe le direzioni. Il titolare Carlo Alberto Giannessi, dopo una lunga attesa, ha ottenuto il via libera per la costruzione di un nuovo impianto sempre sulla via Emilia, poco dopo l'area Expo di Ospedaletto. I lavori sono già partiti e la nuova stazione sarà in regola con le nuove normative regionali che impongono la presenza, tra l'altro, dell'impianto gpl.

Impianti incompatibili. Il decreto sviluppo varato dal governo Berlusconi, ha ribadito come i Comuni debbano provvedere alla chiusura di quegli impianti ritenuti incompatibili per la loro collocazione. In città quelli a rischio sono almeno tre: di piazza Guerrazzi, quelli di via Contessa Matilde e via del Brennero entrambi a ridosso delle mura.

Self service. Altro obbligo inserito nel decreto estivo del governo Berlusconi da applicare entro il luglio 2012. In quella data tutti gli impianti dovranno essere dotati di self service, pena sanzioni amministrative. All'amministrazione comunale il compito di verificare il rispetto dell'obbligo.

Impianti ghost. Si tratta di quelle pompe di carburante dotate esclusivamente di self service 24 ore su 24 senza mai la presenza del gestore. In città ne esiste una in via Conte Fazio. «Ribadiamo che la presenza del gestore deve sempre essere garantita – spiega Adriano Rapaioli – anche in presenza di self service. Più di una volta abbiamo inviato segnalazione al Comune per il rispetto delle norme; norme ribadite anche dalla manovra di luglio del governo Berlusconi».

Liberalizzazioni. «Proprio nei giorni scorsi il presidente dei petrolieri ha detto che per abbassare i costi dei carburanti bisogna puntare sui self service – conclude Rapaioli -. In questa maniera, sembra, che la colpa del caro benzina sia solo dei gestori e dei loro costi. Perchè invece non lasciare che ogni gestore scelga dove approvvigionarsi, dove cioè la benzina costa meno? Gli impianti low cost si riforiniscono dagli stessi distributori delle pome tradizionali; la benzina è la stessa, ma costa meno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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