Attenzione
Quel Museo non decolla ora Pisa bussa al ministero
Il sindaco Filippeschi avrà un incontro a Roma all’inizio della prossima settimana «Chiederò rassicurazioni sul progetto e più certezze sui tempi di realizzazione»
di Francesco Loi
PISA
Pisa non si arrende. Se la sorte ha voluto che nel 1998, presso la stazione di San Rossore, avvenisse casualmente un ritrovamento eccezionale - le antiche navi e tanti altri reperti di valore assoluto - qualcosa deve significare. E allora un dono del genere deve per forza trovare una degna collocazione, tale da proiettarlo su scala internazionale.
Invece, per il Museo da allestire negli Arsenali Medicei di lungarno Simonelli, la strada che sembrava in discesa è diventata in salita. Negli anni successivi alla scoperta, e ancora oggi (dopo i 4 milioni stanziati a giugno dal ministero dei Beni culturali), la domanda è sempre la stessa: che fine ha fatto il Museo? E che fine farà questa già ribattezzata “Pompei del mare”?
Con questi stessi interrogativi, il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, all’inizio della prossima settimana si recherà a Roma, al ministero, per un incontro con il sottosegretario Roberto Cecchi. «E’ mia intenzione chiedere rassicurazioni sul Museo e sulle volontà circa la sua realizzazione», ci conferma il sindaco. Una dichiarazione d’intenti che Il Tirreno fa anche sua, sostenendo ogni iniziativa che verrà intrapresa su questo fronte.
Perchè è insopportabile che un gioiello del nostro territorio (ma anche almeno nazionale) rischi di disperdersi. Uno spreco, un’opportunità che non riesce ancora ad essere sfruttata, nonostante negli anni siano state impiegate forze, conoscenze e risorse economiche.
Per Il Tirreno questa iniziativa si lega direttamente alla petizione on-line (lanciata dall’associazione “Amici di Pisa” e portata avanti dal nostro giornale) che, all’inizio del 2011, aveva portato alla raccolta di 2.675 firme, tra le quali quelle del presidente della Regione Enrico Rossi, del presidente nazionale del Touring Club Italia Franco Iseppi, di numerosi esponenti di spicco del mondo intellettuale come Remo Bodei e Salvatore Settis.
Ora è il momento di insistere, perché Pisa si propone di celebrare nel 2014 il 950º anniversario della costruzione del Duomo e quindi di Piazza dei Miracoli, cui la città deve la sua fama planetaria. «E in quell’occasione - dichiara Filippeschi - vorremmo anche inaugurare il Museo delle navi antiche, altro simbolo del grande passato di Pisa». E, aggiungiamo, una delle principali scoperte archeologiche di questi secoli.
Il sindaco, davanti al sottosegretario, parlerà chiaramente: «Un progetto di Museo non è mai stato presentato alla città, al mondo culturale, della storia antica e dell’archeologia. Vogliamo certezze che non ci sono mai state date in passato. Ora mi domando: i 2 milioni di euro stanziati (gli altri 2 sono per gli scavi) sono sufficienti per fare il Museo o no? E quanto tempo serve ancora? Chiederemo che il ministero attivi un comitato scientifico che valuti lo stato e le prospettive del progetto. Occorre un cronoprogramma che fissi gli impegni di tutti».
Per Pisa il Museo rappresenta l’esaltazione di quello che è stata e che è diventata. «Il ritrovamento - dice il sindaco - è la dimostrazione del ruolo centrale svolto per lunghissimo tempo dalla nostra città nel Mediterraneo, una sorta di “ponte” in senso culturale, economico e delle relazioni che può vantare ancora oggi in una prospettiva strategica (pensiamo all’aeroporto Galilei e alle strutture di alta formazione), dentro una riscoperta del rapporto con il mare (il porto di Marina) e le vie d’acqua (canale dei Navicelli, Scolmatore)”.
Il Tirreno vuole riaccendere i riflettori su questo caso. E si apre a tutti i contributi di coloro che tengono al passato e al futuro di Pisa.
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