Sicurezza
Quel campino da calcio “sepolto” tra i palazzi
Giulia e Paolo hanno un bambino di un anno, Francesco. La loro amica Martina lo guarda, poi sposta lo sguardo su quanto rimane del campo da calcio del Cep su via Gentile da Fabriano e si...
PISA. Giulia e Paolo hanno un bambino di un anno, Francesco. La loro amica Martina lo guarda, poi sposta lo sguardo su quanto rimane del campo da calcio del Cep su via Gentile da Fabriano e si domanda: «E lui, dove andrà a giocare?». La perdita dei cosiddetti “campini” come luogo di ritrovo, dovuta alla costruzione di nuove case popolari sullo stesso terreno, attanaglia i ragazzi del Cep già da diverso tempo. Il problema aveva trovato il suo spazio, con striscioni e cori appositi, nelle manifestazioni studentesche del novembre scorso.
Molti dei ragazzi del Cep sono cresciuti giocando a calcio e a pallacanestro nei campini, e hanno passato in quello spazio lunghe estati in città. Martina, Paolo e Giulia raccontano: «Da anni il campino era sede di un torneo di calcio alla memoria di Marco, un nostro compagno morto in un incidente stradale. Il nostro sarebbe il quartiere più verde di Pisa, ma se lo stanno mangiando: come se volessero cementificare tutto». Complice probabilmente il ritardo nella costruzione del nuovo centro sportivo polivalente in via Vecellio, i ragazzi sembrano davvero sfiduciati: «Ridateci i nostri spazi, ridateci uno spazio, ridateci almeno qualcosa».
Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative e residente al Cep, interviene precisando i tempi di costruzione dei nuovi impianti sportivi. «Nonostante i ritardi dovuti solo alla burocrazia, i lavori del primo lotto stanno per cominciare e quelli del secondo lotto sono a gara. Se non ci saranno altri imprevisti, gli impianti potranno essere completati entro un anno e mezzo. Così gli abitanti del Cep ed i nuovi inquilini che andranno ad abitare nelle case in costruzione avranno a disposizione un posto dove incontrarsi e magari discutere su come migliorare ancora il quartiere».(l.m.)
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