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Orgogliosi di essere pisani, ecco perché

Orgogliosi di essere pisani, ecco perché

Cinque motivi (e uno contrario) secondo Marco Malvaldi, e ora il “gioco” continua con i lettori su internet

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di Carlo Venturini

PISA

E’ una specie di gioco inconsapevolmente innescato dallo stesso Marco Malvaldi. Nel suo libro “Scacco alla torre”, una sua personale guida della città, a un certo punto lo scrittore cita il Pisa di Romeo Anconetani, quello della serie A e dei campioni. E aggiunge: «Se chiedete a un pisano qualsiasi cinque motivi per andare orgogliosi della propria città, è molto probabile che più del 50% degli abitanti metta tra i cinque “il Pisa di Romeo”»

Ecco, da lì è nata l’idea di questo sondaggio-gioco: quali sono i cinque motivi per essere orgogliosi di essere pisani? E magari anche uno per non esserlo. Non si poteva partire, quindi, se non da chi aveva fornito lo spunto, lo scrittore, appunto. Marco Malvaldi, 38 anni, pupillo della casa editrice Sellerio per la quale ha pubblicato quattro romanzi della serie del Bar Lume con protagonisti quattro arzilli vecchietti pisani, sta volentieri al gioco.

«Il primo motivo in assoluto per cui andare orgogliosi della pisanità - dice Malvaldi - è che abbiamo la Piazza dei Miracoli che è la più bella del mondo ed è una cosa indiscutibile». La storia dell’arte ed i quattro milioni di visitatori annui danno totalmente ragione al nostro scrittore che chiama la Piazza del Duomo “Piazza dei Miracoli” col nome cioè che gli dette Gabriele D’Annunzio.

Il secondo motivo di orgoglio è quello che già sappiamo e che Malvaldi indicava anche nel libro: il Pisa di Romeo. «Sì, perché sotto la presidenza di Romeo Anconetani c’era proprio da essere orgogliosi e non mi riferisco solo ai successi calcistici di quel periodo». Malvaldi nella sua guida ricorda che sotto la reggenza di Anconetani si sono viste stelle nazionali ed internazionali rivaleggiare con i nostri campioni “intuiti” dal Presidentissimo come i vari Berggren, Kieft e Dunga.

Come terzo motivo di orgoglio pisano, Malvaldi tira in ballo i “maestri”. «Forse non tutti hanno notato - dice lo scrittore - che una città così piccola come Pisa ha due maestri cioccolatai indiscutibili quali Paul De Bondt e Cecilia Tessieri della Amedei». D’improvviso Malvaldi ci ricorda che il fiume Arno attraversa una Pisa che è una «chocolate valley». Ma c’è un altro motivo per cui andare fieri dell’essere pisani ed è che la città è solcata da un altro fiume che non è fatto né di acqua né di cioccolato, ed è fatto dai cervelli della ricerca. «C’è poco da dire, Pacinotti ha inventato la dinamo, la prima radio di Marconi fu messa a Pisa, Galileo non ha eguali ed ancora oggi università, Sant’Anna, Normale e Cnr dicono la loro a livello internazionale». Malvaldi ci lascia con l’ultimo acuto. «La musica, - dice lo scrittore - a Pisa, si fa davvero bella musica grazie ad Anima Mundi ed alla Normale».

Il rovescio della medaglia dell’essere pisani è presto detto: «Il pisano è spesso - dice Malvaldi - gretto e provincialotto e poi è maleducato. Basta andare in un negozio del centro dove le commesse sembra ti facciano un favore a farti vedere la merce a meno che tu non sia la moglie dell’avvocato Cacchini». «Ma soprattutto - chiosa lo scrittore - vorrei fosse bandita la frase è un lavorone perché dà l’idea che quel pisano se farà quella cosa la farà svogliatamente e quindi male».

I 5 MOTIVI DI MALVALDI

1) Piazza dei Miracoli, «la più bella del mondo»

2) Il Pisa di Anconetani

3) I maestri cioccolatai

4) )I cervelli della ricerca

5) La bella musica

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