Il Tirreno

Pisa

Cantieri di Pisa, serve calma e non tensione

Danilo Renzullo
Operai all’ingresso del cantiere
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Operai all’ingresso del cantiere

Francese (Cgil) esorta al buon senso in attesa d'una soluzione

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 PISA. Ai Cantieri di Pisa, dopo che gli operai non hanno fatto entrare emissari dell'armatore della principale barca (la Akhir 153, 153 piedi), il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese lancia un appello affinché non si alimenti la tensione.

«È una situazione che rischia di degenerare in un momento in cui potremmo essere vicini alla soluzione - dice Francese -. Perciò lanciamo un messaggio di disponibilità rispetto al liquidatore e all'armatore, però questa disponibilità non può calpestare i lavoratori che non possono essere becchi e bastonati».  

I rappresentanti dell'armatore (un inglese) si erano presentati ai Cantieri con l'intento di verificare le condizioni della barca, la cui lavorazione è ferma da tempo, per avviare le procedure di fuoriuscita dell'imbarcazione dall'azienda per completarla in altra sede, minacciando, dopo l'opposizione degli operai che hanno impedito l'accesso ai Cantieri, l'intervento della forza pubblica.  

«Non vogliamo andare contro gli interessi di nessuno - aggiunge Francese - ma vogliamo che nessuno calpesti il diritto dei lavoratori di finire la loro barca e soprattutto, in un momento come questo, di poter chiudere la vicenda».  

Il sindacato, infatti, ha chiesto la convocazione di un tavolo istituzionale in Regione che può portare a concretizzare la proposta d'acquisto dei Cantieri da parte di un gruppo italiano. Tavolo che, probabilmente, sarà convocato per la prossima settimana. «Credo che ci siano le condizioni per concludere la vicenda», dice il segretario della Cgil che, inoltre, denuncia una sorta di "campagna acquisti" dei lavoratori dei Cantieri da parte di aziende concorrenti. «Abbiamo assistito a tentativi di acquisto dei lavoratori - conclude il segretario Gianfranco Francese -. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma speculare sulle difficoltà dei lavoratori è una cosa vergognosa».

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