Sicurezza
Esistono modelli considerati più sicuri
Il sistema "ghighiottina" è il più comune ma anche il più pericoloso
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SAN GIULIANO. Il guard-rail contro cui è morto Fabio Gaglianese è del tipo più comune in Italia: il disegno risale agli anni Cinquanta. La struttura è una "cintura" posta a 50 centimetri circa dal suolo, che assorbe l'energia di un'auto che ci sbatte. Una serie di paletti verticali assicura la giusta altezza e il sostegno della striscia che segue tutto il bordo della strada. Lo spazio tra il suolo e la "cintura" crea problemi ai motociclisti: le macchine sono troppo grandi per infilarcisi, ma c'è spazio a sufficienza per una moto che è scivolata (e per il suo conducente). Non a caso, i siti specializzati per le due ruote li chiamano «guard-rail ghigliottina». Esistono diverse varianti per eliminare quella che in gergo tecnico si chiama "luce" sotto la fascia orizzontale: una seconda cintura più bassa o una specie di coperchio bombato che nasconde i paletti. Ma a giugno 2011 il Cen (Comitato europeo di normazione) ha declassato a semplice raccomandazione la proposta di protocollo che le avrebbe rese obbligatorie. G.C.
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