Il Tirreno

Pisa

Poche strutture intermedie

La professoressa Liliana Dell’Osso
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La professoressa Liliana Dell’Osso

Parla il direttore della clinica psichiatrica, Liliana Dell'Osso

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 PISA. Le strutture intermedie in cui assistere i malati mentali esistono, ma forse, effettivamente, non sono sufficienti, come è emerso da una recente riunione, tenuta a fine dicembre dall'Asl 5 e dall'Estav per famiglie, associazioni e specialisti.  È anche il parere della professoressa Liliana dell'Osso, direttore della clinica psichiatrica I dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana e presidente della sezione toscana della Società italiana di psichiatria.  «Noi - spiega la docente - abbiano a disposizione 12 posti letto che sono riservati ai pazienti acuti, insomma alle emergenze, in fase di crisi, genericamente per due settimane: è dunque più difficile il ricovero di malati cronici, anche se a volte sarebbe necessario. Più banalmente, ad esempio, nei casi dei disturbi della condotta alimentare, come anoressia e bulimia, la risposta ad un eventuale trattamento farmacologico non è rapida e supera abbondantemente i quindici giorni, come dettano anche protocolli internazionali. Ovviamente non vengono dimessi i pazienti gravi e a volte bisogna trattenerli anche un mese, ma chiaramente è difficile prendere in carico i cronici».  L'ambulatorio della psichiatria dell'Auop fra l'altro ha un'utenza non solo parte locale, ma per lo più - si parla del 70% - nazionale: il lavoro del reparto è testimoniato da un attivo per 2 milioni l'anno, con 3 milioni e mezzo di spesa e 5 di entrate. C.V.

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