Il dolore
L'amministrazione paga gli errori
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Il sindaco Paolo PanattoniL'uscita dal patto di stabilità secondo l'opposizione di sinistra è stata la conseguenza di scelte sbagliate come le assunzioni
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SAN GIULIANO. Si accende la polemica sull'uscita dal patto di stabilità decisa dall'amministrazione comunale di San Giuliano. Le opposizioni colgono l'occasione per lanciare sulla maggioranza gli strali di questa situazione. Gilberto Vento del coordinamento comunale di Rifondazione Comunista e Libertario Bacci della segreteria della sezione del PdCI affiancati da Claudio Bolelli e Marco Carioni, consiglieri comunali "Sinistra Unita per san Giuliano" non fanno sconti. Innanzitutto, la sinistra contesta al sindaco Paolo Panattoni che l'uscita dal patto di stabilità sia stata una decisione per il bene della comunità, ma il frutto «di una serie di scelte sbagliate». E si ricordano alcuni episodi come «le risorse destinate allo sviluppo sono state dirottate dal Comune sulla Cerratelli e su un termalismo di élite mentre si è lasciata GeSte in uno stato di precarietà, mentre le risorse del Comune venivano dragate soprattutto da assunzioni e da una politica del personale finalizzata a costruire una macchina amministrativa che somiglia ad una piramide rovesciata: tanti dirigenti e pochi esecutori». Critiche molto pesanti che puntano il dito anche «sulla vendita degli immobili comunali a prezzi stracciati e, recentemente, la decisione di vendere le farmacie: non si può pensare di risanare i bilanci vendendo i gioielli di famiglia, figuriamoci quando essi vengono svenduti». Per Gilberto Vento e gli altri, «è necessaria un'operazione di trasparenza sulla situazione finanziaria in cui versa il Comune facendo piena luce sulle responsabilità che hanno portato a questa criticità e che vengano rivisti investimenti e piani di sviluppo che privilegino i servizi sociali». Infine, l'appello rivolto ai consiglieri di maggioranza, e particolarmente a quelli del Pd affinché «abbandonino la politica del muro contro muro con l'opposizione di sinistra. Se emergerà la volontà politica di rivedere anche l'insieme di queste impostazioni e "rompere" con le scelte che ci hanno portato fin qui, la situazione che si è creata può rappresentare una grossa opportunità per un rilancio della politica amministrativa del Comune che recuperi politiche innovative, di equità sociale e di tutela ambientale».
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