Sicurezza
LE TAPPE
Un braccio di ferro che dura da anni
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Lassessore Maria Paola Ciccone 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Rebeldìa nasce nel maggio del 2003, come movimento antimilitarista che contesta la seconda guerra nel Golfo. Dopo 50 giorni di occupazione dell'ex Asnu, un magazzino dell'Università, al progetto associativo è offerto uno stabile vicino alla facoltà di ingegneria. Nel 2006, l'amministrazione comunale di allora rende disponibile per un anno un'area di via Battisti. Il cartello di associazioni cresce, e alla scadenza del termine di comodato gratuito non lascia l'immobile. Tra proroghe, interrogazioni in consiglio comunale, tentativi di mediazione e altro, si arriva al 2010. Nell'area deve sorgere la Sesta Porta e la società pubblica che deve svolgere i lavori ricorre in Tribunale: questo sancisce il 30 ottobre come data ultima per la liberazione di via Battisti. Ma quel giorno non succede nulla. Rebeldìa chiede certezze per il futuro, sostenendo che le attività che svolge sono utili per la socializzazione in città. Il Comune, invece, ricorda che ha già presentato due proposte di soluzione e che il ritardo della Sesta Porta comporta penali a carico dei cittadini. Nei mesi seguenti l'ufficiale giudiziario si presenta due volte da solo; il 27 gennaio 2011 sarebbe arrivato con le forze dell'ordine. Ma il giorno prima "spunta" la soluzione: il Comune mette a disposizione una palestra in via Pisano e gli altri tre enti della Conferenza servizi contribuiscono per 15mila euro l'anno ciascuno. Rebeldìa lascia via Battisti il 28 febbraio. E il 23 marzo 2011 il Comune pubblica il bando per una manifestazione di interesse sull'area vicino al Palasport. Ma Rebeldìa non partecipa.
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